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Il caso

E alla fine Avezzù si arrende: “Il chiosco resti dov’è”

Il presidente del consiglio comunale: "Assessori e uffici, che tempi!". E la Borile annuncia: "Incontrerò Zago".

E alla fine Avezzù si arrende: “Il chiosco resti dov’è”

La situazione di Daniele Zago (finalmente) scuote il palazzo. Ci sono voluti 223 giorni. Ma alla fine anche il Comune si è accorto che il chiosco è un problema. E dopo i duri attacchi all’immobilismo dell’amministrazione, anche da palazzo Nodari arrivano i distinguo.

E’ Paolo Avezzù a rompere gli indugi, e ad ammettere - alla fine - che il chiosco può restare dov’è. Insomma, idea demolizione addio, seppur con un “ridimensionamento delle altezze ed eliminando l’edicola. E’ brutto che una zona come quella di piazza Merlin resti senza un locale”.

Non manca un attacco all’assessore Saccardin, sulla gestione del bando per l’assegnazione dell’ex McAllan’s, il pub proprio di fronte al chiosco, che - secondo Avezzù - “poteva dare una risposta alla situazione personale di Zago, che ha tutta la mia solidarietà”: “Visti i tempi dei nostri assessori-uffici non è dato sapere quando vedremo la fine del tunnel. A questo punto, il chiosco può restare dov’è”.

Intanto, dal settore servizi sociali, l’assessore Patrizia Borile precisa che “sono state proposte soluzioni abitative che Zago ha rifiutato. Si conferma, tuttavia, la disponibilità a trovare un punto di incontro con lo stesso Zago per risolvere la vicenda personale”.

Mentre dal gruppo Bachelet il consigliere comunale Andrea Borgato tuona: “Questa vicenda è una vera vergogna che dovrebbe impedire a qualcuno di dormire la notte”. Una vergogna che si spera essere sempre più vicina alla sua soluzione.

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