VOCE
Comune
29.01.2019 - 20:49
Per molti l’interrogativo non è più “se”, ma “quando”. Sarebbe davvero sorprendente, infatti, se fra una settimana la giunta comunale fosse ancora come lo è attualmente. Le voci di un rimpasto, sia di assessori che di deleghe, sono sempre più pressanti. A chiedere un cambio di passo, e di squadra, è il gruppo della Lega, ma anche altre forze della maggioranza. E pure le persone vicine al sindaco da giorni sostengono che per andare avanti la squadra di governo deve mutare pelle. E così ora Massimo Bergamin si ritrova a districarsi fra spinte e controspinte, richieste di cambiare questo o quell’assessore. Gruppi consiliari di maggioranza che sfiduciano assessori e ammoniscono il primo cittadino stesso. Insomma una maggioranza, gruppi consiliari più giunta, che rischia di ritrovarsi paralizzata. Con in più il rischio, da parte del sindaco, di innescare una sorta di effetto domino dagli esiti incerti: toccare una delega, un settore della macchina amministrativa, in questo senso, potrebbe azionare una reazione a catena ancora più destabilizzante della situazione attuale.
Eppure tutti gli osservatori sottolineano che le ripetute critiche all’assessore Luigi Paulon e alle recenti modifiche della viabilità, non possano non scaturire in una sostituzione alla guida del comparto mobilità e trasporti. Tanto più che ora Paulon si ritrova davvero senza coperture politiche, sfiduciato da Lega, Forza Italia e Obiettivo Rovigo. Solo il sindaco fino ad ora non gli ha tolto la fiducia. Ma potrà continuare a farlo, visto che la sua rivoluzione di sensi unici e strade continua a sollevare le proteste dei cittadini e di molte associazioni della città? La poltrona di Paulon, quindi, è la più traballante, anche se lui ostenta fiducia, sottolineando che chiunque si dovesse trovare al suo posto dovrebbe prendere in mano dossier delicati e ingarbugliati. Tranciante la replica di un suo collega di giunta: “Si riporta tutto come prima e i problemi svaniscono”. Come dire: il caos nella viabilità ha un responsabile con nome e cognome. Proprio ieri Forza Italia e Obiettivo Rovigo (ovvero il gruppo in cui Paulon era stato eletto) hanno ammonito il sindaco a non dare l’ok ad altre variazioni della viabilità senza un confronto interno alla maggioranza. Di più, hanno chiesto una retromarcia, di tornare cioè alla viabilità precedente gli ultimi cambi in zona stazione. Una vera e propria sconfessione dell’operato di Paulon. Ma l’assessore a viabilità e commercio (anche i plateatici dei bar sono stati per settimane motivo di polemiche e critiche all’amministrazione comunale, senza contare quello che è successo e sta succedendo con il chiosco di piazza Merlin) non è l’unico ad essere sulla lista dei partenti. La Lega, infatti, ha fatto sapere di non considerare rispondente alla propria linea anche Federica Moretti, assessore all’urbanistica, finita spesso al centro delle critiche per le incertezze del settore. Fiducia dal sindaco, ma non altrettanta dai gruppi di maggioranza, riscuotono pure Alessandra Sguotti (cultura) e Susanna Garbo (bilancio). Mentre un cambio di guida nei lavori pubblici dell’assessore Saccardin è invocato da molti versanti del centrodestra. Il nuovo commissario comunale della Lega, Fabio Benetti, inoltre, da settimane sta compattando il proprio gruppo per rivendicare la propria posizione nei confronti delle scelte del sindaco, e la richiesta di un assessore in linea con questo corso del Carroccio.
Su tutto si aggiunga il ruolo di Renzo Marangon, ex assessore regionale e vecchia volpe della politica rodigina, che da qualche giorno pare diventato uno dei consiglieri del sindaco. Ecco allora che se un suo ingresso in giunta pare complicato (anche se se ne parla sempre di più), altrettanto non lo sono una serie di indicazioni sue che potrebbero essere la base per la rivoluzione dell’esecutivo di Bergamin. Infatti quel che si chiede al numero uno di palazzo Nodari è un quasi totale stravolgimento della giunta: cosa non facile, però, da attuare a poco più di un anno dalle elezioni amministrative del 2020.
I nomi per l’ingresso nella stanza dei bottoni sono i soliti, a partire da Stefano Raule (Lega), anche se non sono escluse, anzi sono molto probabili, sorprese. In ogni caso chi punta sul rimpasto, di giunta o deleghe, ha sottolineato i giorni a cavallo di questa e della prossima settimana.
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