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Un deserto di cemento senza futuro

Dall’ex liceo Celio, all’ex Banca d’Italia, da palazzo Nagliati alla caserma Silvestri

Un deserto di cemento senza futuro

L’idea di una commissione consiliare sui siti abbandonati del centro storico e in cerca di un futuro rilancia l’esigenza di evitare lo svuotamento del cuore di Rovigo. Per questo il presidente del consiglio comunale Paolo Avezzù ha colto al balzo la discussione emersa al consiglio comunale di lunedì scorso per “convocare una seduta di terza commissione consiliare, in sala consiliare ed aperta a tutti i consiglieri comunali, sul tema ‘I siti urbani abbandonati nel centro storico di Rovigo, loro possibile riutilizzo”.

Da giorni La Voce si è occupata del progressivo addio al centro storico di enti ed istituzioni. Una lista di luoghi che attendono una riqualificazione, un elenco che potrebbe allungarsi se dovesse andare in porto la proposta di trasferire uffici e aule del tribunale dalla centralissima via Verdi alla periferia area Censer in viale Porta Adige. Sarebbe l’ennesimo colpo ad un centro che già deve fare i conti con la chiusura di attività commerciali.

L’elenco di uffici o enti che hanno preferito la periferia al centro storico è lungo, come non mancano sedi e istituzioni che hanno dismesso, lasciando nel cuore della città enormi vuoti, mura e pareti senza più contenuto, involucri di cemento ancora in cerca di un un presente. Situazioni che poi ricadono sul resto del centro storico, avviluppandolo in una spirale che si avvita su se stessa. Perché se uffici ed enti se ne vanno, se ne vanno anche clienti e personale addetto. Che, di conseguenza non gravita più sul centro, non mangia, non beve caffè, non compra nelle attività del centro. Molte delle quali sono poi costrette ad alzare bandiera bianca. Un addio tira l’altro, insomma, ed è così che la desertificazione urbana avanza.

Un film visto e rivisto, entrato nel vivo negli ultimi anni. La scuola della Guardia di finanza, ad esempio, quando ha chiuso i battenti ha portato via da Rovigo un piccolo esercito di Fiamme gialle e allievi che avevano nel centro della città il perno del loro vivere quotidiano. E lo stesso dicasi per la caserma Silvestri, per anni al centro di idee di riqualificazione, ed ora in attesa che diventi operativo il percorso individuato (sede di Archivio notarile, Agenzia delle entrate, Archivio di Stato). Una caserma a due passi dalle piazze centrali di Rovigo che per anni ha ospitato militari che, per la loro quotidianità, si riferivano al centro città.

Per non parlare della Banca d’Italia. Palazzo Campo, ex Banca d’Italia e ancor prima sede del convitto femminile, ha vissuto comunque, pochi anni fa, il restauro di una sua ala, recuperata dal comune e assegnata agli uffici del tribunale che hanno trasferito proprio lì l’Ufficio del registro. Ma il grosso dello stabile è rimasto preda dell’incuria.

In pieno centro, in piazza Garibaldi, c’era anche la sede dei vigili urbani, Palazzo Nagliati. Dopo il trasferimento in viale Oroboni (una sede immersa nel degrado) lo stabile in centro è stato parzialmente occupato da uffici dell’assessorato alla cultura. Da anni il Comune prova a vendere l’immobile, sempre in attesa di nuove destinazioni.

Si sono spostati ai margini del centro anche la questura di Rovigo, da via Donatoni in viale Tre martiri e il liceo classico Celio, che dopo un paio d’anni di polemiche e mobilitazioni ha traslocato da via Badaloni alla Commenda. Ancora prima si erano spostati i vigili del fuoco, da vicolo Donatoni a via Ippodromo, per non dire dei cinema, tutti spariti dal centro di Rovigo. E ancora il palazzone vuoto che ospitava il Genio civile. Insomma lo spazio urbano da riqualificare non manca affatto.

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