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Porto Viro

Scatti d'autore contro la violenza sulle donne

Le foto di Beatrice Siviero, il trucco di Francesca Sturaro e l’intensità di Francesca Finotti, ecco: "Io di te non ho paura".

Beatrice Siviero, Francesca Sturaro e Francesca Finotti, tre donne che hanno scelto l’arte per dire, all’unisono, “Io di te non ho paura”. Si rivolgono agli uomini violenti, che se la prendono con le donne, fidanzate e mogli, arrivando fino ad ucciderle. “Siamo molto coinvolte emotivamente sui temi sociali, per questo abbiamo pensato a questo progetto - racconta Beatrice - abbiamo preso ispirazione dal libro ‘Questo non è amore’, dove sono raccontate storie di donne che hanno subito violenze da parte dei propri mariti. Abbiamo cercato di riassumere tutte queste storie in alcuni scatti fotografici”.

Un progetto partito un lunedì mattina di dicembre. “Concetto Capelli (salone di acconciature di Loreo) ha cercato di ricreare sulla modella un’acconciatura in cui si racchiudesse tutta la disperazione di una donna che subisce maltrattamenti - racconta Beatrice - Francesca ha ricreato sulla pelle i segni visibili dei maltrattamenti che le donne sono costrette a subire”. “Quel pomeriggio ci siamo trovate poi nella mia stanza, adibita per fare fotografie amatoriali, ed ho cercato di ricreare l’atmosfera giusta per questi scatti - prosegue ancora - ho scattato, e poi pubblicato, nove foto in ordine di evoluzione, finendo con l’ultima immagine in cui c’è la consapevolezza della donna del proprio esistere”.

Francesca Sturaro ha quindi sottolineato come si immedesimasse “nel dolore delle donne vedendo i lividi che si facevano sempre più visibili”. “Queste foto mi hanno dato modo di riflettere - ha aggiunto ancora Beatrice - in quanto ho dovuto documentarmi sui libri per immedesimarmi e far entrare nel ruolo la modella”. Francesca Finotti, invece, ha spiegato l’impegno come modella per far emergere queste emozioni così profonde e intense. “Dovevo interpretare più donne, e far emergere i lividi dell’anima che hanno dentro - le sue parole - in questo progetto ci abbiamo dedicato anima e cuore, perché non sia solo il 25 Novembre la giornata nazionale dedicata alla battaglia contro la violenza sulle donne”.

Dalla pubblicazione delle foto, un vero e proprio tam tam mediatico ha portato le tre ragazze a trovarsi di fronte alle donne che davvero subiscono violenze. “Siamo state contattate privatamente da donne che subiscono maltrattamenti - concludono - vedendo in Facebook il nostro interesse su questo argomento e ci incitavano a continuare a dar loro voce, che voce purtroppo ancora non ne hanno”.

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