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Giorno del Ricordo

Il sindaco Barbierato: "Foibe, storia senza ideologie"

Monito del sindaco che ha ricordato la dolorosa vicenda del nonno profugo giuliano. L'Anpi chiude la polemica.

Cerimonia semplice nella sua essenzialità ma particolarmente incisiva come lezione politica, civile e morale. La città etrusca ha celebrato domenica 10 febbraio mattina il “Giorno del ricordo” per ricordare le vittime della tragedia delle Foibe, in un ritrovato clima di serenità e condivisione che avrebbe meritato una cornice di partecipazione, soprattutto di consiglieri comunali, più numerosa. Tra i vessilli delle associazioni spiccava quello dell’Anpi portato dalla presidente Renata Greguoldo come risposta silenziosa ma concreta alle polemiche che nei giorni scorsi hanno investito l’associazione dei partigiani a causa di un imprudente militante a corto di memoria e conoscenza storica al punto da negare la terribile tragedia.

Una tragedia che appartiene anche alla famiglia del sindaco Omar Barbierato con la bisnonna materna di origine croata e il nonno profugo giuliano. Testimonianza toccante, a tratti commovente, quella del primo cittadino nell’aula consiliare di Palazzo Tassoni davanti ai corpi dello stato e ai rappresentanti delle diverse associazioni. “Questa ricorrenza - ha ricordato Barbierato - è troppo spesso oggetto di polemica politica più che riflessione storica da inquadrare nelle tante tragedie che hanno segnato la Seconda Guerra mondiale”. Ed ha concluso con un ammonimento: “Dobbiamo ricostruire la storia senza filtri ideologici per educare alla verità le nuove generazioni”.

Significative anche le parole del presidente del consiglio comunale Francesco Bisco che ha concluso il proprio saluto auspicando che “tutte le forze politiche, istituzionali e associative possano contribuire fattivamente per conseguire la tolleranza che si fonda sul rispetto delle persone”.  L’intervento commemorativo è stato affidato a Valentino Zaghi, profondo conoscitore di storia, che ha ricostruito il doloroso percorso fatto di odio etnico e razziale che ha portato alle Foibe. Senza dimenticare la sofferenza delle migliaia di italiani costretti ad abbandonare Istria, Croazia e Dalmazia abbandonando e perdendo tutto ma che nessuno voleva accogliere nel “loro” Paese perché identificati come fascisti non come italiani. L’intervento di Zaghi è stato saluto da un caloroso applauso mentre Barbierato ha ringraziato l’ospite omaggiandolo con alcune pubblicazioni dedicate ad Adria. La cerimonia è proseguita con la formazione per corteo per raggiungere la lapide in via Bocchi che ricorda la tragedia, quindi deposizione di una corona dall’alloro e breve momento di raccoglimento.

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