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Lo smog s’impenna, l’aria è pessima

In città sei sforamenti consecutivi del livello di guardia, sono già 25 dall’inizio del 2019

Lo smog s’impenna, l’aria è pessima

 Lo smog torna alle stelle. Sono sei i giorni consecutivi in cui a Rovigo è stata superata la soglia di guardia per la concentrazione delle polveri sottili. Sie giorni, quindi, in cui lo smog è tornato quello di qualche settimana fa: una cappa di aria cattiva che ingloba tutta la città.

Sei giorni in cui la centralina Arpav di Rovigo ha registrato valori alti, in alcuni casi altissimi. Martedì scorso il dato delle pm10 si è fermato a quota 52, appena sopra il tetto dei 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo d’aria, la soglia che separa l’aria buona dall’aria scadente.

A partire dal giorno dopo, però, il livello di inquinamento atmosferico è schizzato verso l’alto. Mercoledì a Rovigo si è toccata quota 86, giovedì 7 febbraio una leggera discesa fino a quota 78. Poi una nuova impennata, venerdì 8 febbraio, con lo smog che ha raggiunto la soglia 100, il dato che qualifica l’aria come pessima. Uno dei livelli più alti raggiunti dalle polveri sottili negli ultimi mesi. Sabato scorso poi il fato è sceso a 92, per confermarsi sullo stesso numero domenica 10 febbraio, ultimo dato disponibile.

A conti fatti, quindi, smog oltre il livello di guardia per sei giorni di fila. Valori alti delle polveri sottili anche ad Adria, dove gli sforamenti son stati 4, con gli ultimi due giorni con le pm10 a quota 88 e 89. Aria cattiva, infine, in tutto il bacino Padano, e con le città venete avvolte in una nuove di smog. Tutti i capoluoghi della regione, a parte Belluno, hanno registrato valori tra i 103 di Padova, i 104 di Treviso e gli 83 di Vicenza. L’Arpav, però, comunica che per le previsioni danno un miglioramento delle condizioni i smog, con la possibilità concreta di una dispersione delle polveri sottili.

A Rovigo ora si è arrivati a 25 superamenti della soglia 50 (15 ad Adria), 25 sforamenti solo nel corso del 2019. In appena 41 giorni, quindi, già 25 dei 35 sforamenti concessi all’anno. La dimostrazione che la qualità dell’aria polesana, come anche di quella veneta e padana in generale, è davvero di pessime condizioni.

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