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Porto Tolle

Il Sic marino fa un po' meno paura

Il primo cittadino all’incontro in Regione sui Siti di interesse comunitario

Il Sic marino fa un po' meno paura

Il Sic marino fa un po’ meno paura. Si è tenuto nei giorni scorsi un incontro interlocutorio in Regione Veneto al quale ha partecipato il comune di Porto Tolle con il sindaco Roberto Pizzoli e l’assessore Tania Bertaggia, il Gruppo di Azione Costiera e le diverse associazioni di categoria.

Sul tavolo dell’assessore alla pesca Giuseppe Pan e del dirigente regionale Gianluca Fregolent, la bozza per la definizione delle nuove arre dei Sic marini, ovvero i Siti di interesse comunitario che rischierebbero di compromettere in maniera importante la pesca nel delta. Nei mesi scorsi era stata chiesta una proroga per poter portare tutti i dati possibili al fine di poter scongiurare il pericolo di questi.

Per quanto riguarda il distretto dell’Alto Adriatico, la costituzione per volontà europea delle Sic marine andrà a limitare fortemente le attività di pesca per salvaguardare specie animali, in modo particolare la tartaruga Caretta Caretta e i Tursiopi; una delle specie di delfini presenti nel nostro mare.

Nella bozza presentata, verrebbe ristretta la striscia di mare interessato che andrebbe dalle 6 alle 12 miglia, partendo dalla foce del Reno fino a Goro, per terminare proprio davanti a Porto Tolle per uno specchio acqueo totale di 225 chilometri.

Dall’incontro è uscita la volontà da parte di tutti i presenti, di accettare il Sic marino, a patto che in quella striscia di mare, si possa continuare la pesca professionale. Si tratta di una primo passo molto importante al fine di preservare la più importante attività economica presente sul territorio.


“Sono soddisfatto del lavoro fatto fin qui - spiega il sindaco Roberto Pizzoli - ora, quando la bozza sarà definitiva dovrà essere portata prima al ministero e poi alla Comunità Europea, ma la ‘conditio sine qua non’ deve assolutamente essere quella del mantenimento della pesca professionale - continua il primo cittadino - anche perché è stato scientificamente provato che l’impatto che ha la pesca con le due specie marine da salvaguardare, è praticamente pari a zero, anzi - è dimostrato che i tursiopi (delfini) seguono le nostre imbarcazioni da pesca perché sanno che possono rimediare cibo. Per questo motivo stiamo collaborando a tutela dei nostri operatori ittici assieme alle associazioni di categoria, i Gac, la Regione Veneto e l’Università di Padova”.

Sulla "Voce" di mercoledì 13 febbraio l'articolo completo.

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