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CRISI DI PALAZZO

Come l’orchestra dentro il Titanic

Il sindaco sicuro di nominare una giunta entro sabato. Forza Italia e Lega, tuttavia non esprimono nomi. La nave sempre più in preda al naufragio

Come l’orchestra dentro il Titanic

Il sindaco Massimo Bergamin, amante delle ruspe

Nessun nome per la nuova giunta. Né da Forza Italia, né dalla Lega.

Eppure il sindaco Massimo Bergamin a due settimane dall’azzeramento della sua squadra, promette che entro questo weekend avrà un nuovo team di persone su cui contare.

Nel frattempo dichiara: “Domani, nella riunione a cui ho invitato tutti i capigruppo e consiglieri indipendenti valuteremo le destinazioni del bilancio previsionale. A disposizione ci sono esattamente 391mila euro liberi e 676mila euro vincolati alla manutenzione strade ed edifici pubblici. Si tratta della prima tranche di cifre importanti per continuare a ridefinire e migliorare l’aspetto della nostra amata città”.

Il sindaco, è giusto, parla per atti. E Bergamin vorrebbe continuare su questa scia, ma non ha più i numeri.

Tra firme dal notaio, l’opzione che si fa sempre più insistente, di andare in 17 dal segretario generale a presentare le dimissioni e sfiducia palpabile nell’aria anche nella coalizione e all’interno della stessa Lega, la sua sembra più un’orchestra che suona mentre il Titanic affonda, che non un salvataggio dell’amministrazione Bergamin.

Infatti senza il sostegno di fatto della Lega e di Forza Italia, i numeri - se la matematica non è un’opinione - il sindaco alla prova dell’aula consiliare non ce li avrebbe e durerebbe ben poco.

Eppure la mancanza di una guida della città è un problema che tocca di fatto 50mila persone. Tra le scadenze imminenti c’è il bilancio di previsione del 2019. Andando avanti con le scadenze, poi rischia di slitterà anche il consuntivo 2018. Importante step per l’utilizzo dell’avanzo di bilancio. Cifre importanti per realtà del territorio, come l’Accademia dei Concordi, le scuole paritarie...

Anche Palazzo Nodari è una casa buia. Stanze oramai chiuse, luci spente nei corridoi e i dipendenti che mandano avanti l’ordinaria amministrazione. Qualcuno sorride e ironizza: “Si sta bene così”.

Ieri il presidente del consiglio comunale Paolo Avezzù ha bussato un paio di volte alla porta del primo cittadino, “atti urgenti”, si è limitato a commentare. Poi è scivolato via dalle attenzioni della stampa (e della città).

Attendiamo dunque, la nuova giunta, come annunciato dal primo cittadino. E vediamo quanto dura. Una giunta che qualcuno definisce “tecnica”, ossia senza indicazioni dai partiti. Altri la definiscono l’ultima spiaggia del sindaco.

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