VOCE
Ceregnano
14.02.2019 - 20:08
Sala affollata di agricoltori, oggi, al convegno sulla pioppicoltura che si è svolto nella sala consiliare del Comune di Ceregnano, organizzato da Confagricoltura Veneto, Veneto Agricoltura e dal Crea (Centro di ricerche foreste e legno di Casale Monferrato).
Il tema della giornata era la nuova sfida della sostenibilità, che anche la pioppicoltura veneta è pronta a cogliere. Nelle campagne si stanno piantando, infatti, alcuni cloni di piante resistenti a malattie come la bronzatura del pioppo, la venturia e l’afide lanigero, grazie ai quali sarà possibile non solo ottenere piante resistenti ai cambiamenti climatici, ma anche ridurre o eliminare del tutto i trattamenti.
“Dopo il crollo del settore che ha caratterizzato l’ultimo decennio, si sta assistendo nel nostro Paese a una significativa ripresa della pioppicoltura, eccellenza agroindustriale riconosciuta e imitata in tutto il mondo – ha sottolineato Gian Luigi Pippa, presidente della sezione regionale di colture legnose e pioppicoltura di Confagricoltura - Un trend positivo che, secondo le previsioni, dovrebbe continuare fino al 2027, grazie alla forte richiesta di compensato in tutto il mondo e quindi di pioppi maturi. La condizione indispensabile per il consolidamento di questo positivo andamento è la disponibilità di materiale genetico resistente alle avversità e resiliente ai cambiamenti climatici, per la produzione di materia prima di qualità idonea alle diverse utilizzazioni industriali”.
Con il Crea e Veneto Agricoltura è stato avviato, un anno fa, un campo sperimentale a Ceregnano con una selezione di piante resistenti. E oggi gli agricoltori hanno potuto vedere da vicino i nuovi esemplari di pioppo resistente, che hanno già cominciato ad essere piantati nelle campagne venete grazie anche al Piano di sviluppo regionale, che sta incentivando la sostenibilità ambientale in pioppicoltura. Oggi è intervenuto anche un dirigente della Regione, che ha confermato l’imminente apertura di un bando per il sostegno ai nuovi impianti di pioppeti.
Alberto Negro, direttore di Veneto Agricoltura, Federico Correale Santacroce e Giuseppe Nervo di Veneto Agricoltura; Gianni Facciotto e Achille Giorcelli del Crea – Ricerche foreste legno hanno spiegato come la pioppicoltura sostenibile possa essere protagonista di una ripresa del settore, che è la punta di diamante della produzione legnosa a uso industriale in Italia, vale a dire per compensati, imballaggi, carta e pannelli. Oggi in Veneto ci sono circa 3.000 ettari di pioppi. La provincia di Rovigo è capofila con 700 ettari, seguita da Padova, Verona e Venezia che veleggiano a quota 600. Vicenza e Treviso sono fanalini di coda con numeri meno significativi. Sono 900, in tutto, i coltivatori: in testa Padova con 262, seguita da Treviso con 190, Venezia con 188, Rovigo e Verona con 111 e Vicenza con 31.
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