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La polemica

E i Concordi passano alle minacce

Un editore di Porto Viro non vuole più mandare i suoi libri, l’Accademia: “Gli faremo la multa”.

E i Concordi passano alle minacce

Tanta burocrazia e pure qualche velata minaccia. E’ difficile leggere diversamente la nota con cui l’Accademia dei Concordi ha ritenuto di replicare alla lettera aperta con cui l’editore bassopolesano Antonio Crepaldi, una settimana fa, ha annunciato che non invierà più i suoi libri all’ente culturale di piazza Vittorio, come forma di protesta per la decisione di avviare al macero quasi un decimo del lascito Cibotto.

Ma invece di rispondere nel merito, l’Accademia - in una nota, per di più, neanche firmata dal presidente Giovanni Boniolo di cui comunque si fa fatica a pensare che non ne sia l’ispiratore - si è trincerata, ancora una volta, dietro alla mera burocrazia, e a una sfilza di leggi, decreti e regolamenti regionali citati per numero. Fino alla ciliegina finale: “Si ricorda - recita infatti l’ultimo capoverso - che i soggetti inadempienti al deposito saranno sottoposti, come previsto dal capo IX del regolamento regionale, a sanzioni amministrative pecuniarie”.

Senza rispondere però nel merito alle affermazioni di Crepaldi: aveva annunciato la sua scelta spiegano che “a seguito dei quintali di libri ed altro materiale cartaceo che la biblioteca dell’Accademia dei Concordi ha mandato al macero con decisione univoca, perfino pagando un’apposita commissione che ha scelto i libri da macerare".

"Essendo ancora non chiara tale vicenda, nella veste di titolare della casa editrice di Porto Viro annuncio che a partire da questo momento sospendo l’invio delle copie dell’obbligo all’Ufficio deposito legale competente per la provincia di Rovigo, sito alla biblioteca dell’Accademia, dei libri editati dal sottoscritto. Anche perché già da qualche anno per tutti i libri inviati non ho più ricevuto la relativa modulistica vidimata a conferma dell’avvenuta registrazione da parte dell’Ufficio deposito legale stesso”.

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