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CEREGNANO

Chiesto un anno per due bariste

Accusate di non avere denunciato, secondo l'accusa, un accoltellamento avvenuto al bar Massimo del paese, il 25 agosto del 2012.

Chiesto un anno per due bariste

La polizia sul luogo dell'accoltellamento nel 2012

 Il caso è quello dell’accoltellamento al bar “Massimo” di Ceregnano il 25 agosto del 2012. Da allora cono sotto accusa le due bariste, una 58enne e una 51enne, che avrebbero favorito il reato di tentato omicidio per non aver subito denunciato il fatto alle forze dell’ordine.


In quei momenti concitati, infatti, un operaio disoccupato allora 45enne, aveva colpito con una coltellata all’addome un 48enne di Fenil del Turco. Il 45enne, Marco Sagredin era stato condannato. Nel frattempo le due donne, ovvero la titolare del bar e la barista in turno, erano state indagate per aver aiutato l’accoltellatore ad eludere le indagini, omettendo di riferire i fatti ai carabineri. Entrambe, secondo la tesi della procura, avrebbero saputo che cosa era accaduto al bar poco prima; nonostante questo, sempre per l’accusa, ai carabinieri avrebbero parlato di una scaramuccia tra due uomini. E non avrebbero riferito ai carabinieri che erano passati di lì per prendere un caffé.


Ieri il pm Marika Imbimbo ha chiesto un anno di reclusione per entrambe.


Questa tesi, peraltro, è negata dalla difesa, affidata, per entrambe le donne, all’avvocato Luca Azzano Cantarutti. L’avvocato ha sottolineato che le due donne erano anche andate in caserma a raccontare dell’accaduto. E alla polizia avevano segnalato l’accoltellamento. Il giudice Alessandro Lucifora ha rinviato per le repliche al 14 maggio prossimo.
K. Are.

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