Cerca

Adria

Il premio Botti si tinge di rosa

La cerimonia all’Università di Padova

La geologa Giorgia Ferraioli con uno studio sulle Dolomiti e la scrittrice norvegese Maja Lunde con il romanzo “La storia dell'acqua” sono i vincitori della 14esima edizione del premio “Elio Botti - Come acqua saliente” per la ricerca e la comunicazione, iniziativa unica al mondo promossa dalle aziende adriesi Elio Botti e Co.Me.Tri.A per la promozione di una cultura dell'acqua a tutela e salvaguardia del patrimonio idrogeologico.

Il trofeo consiste in una fusione a cera persa realizzata a mano, che evoca uno zampillo d'acqua che sgorga dalla terra ed è un'esclusiva della creatrice di gioielli Laura Nocco.


Menzione speciale della giuria al museo nazionale delle Acque minerali di Crodo.


La cerimonia delle premiazioni è avvenuta ieri pomeriggio nell’aula Arduino del dipartimento di geoscienze dell'Università di Padova durante il seminario intenzionale di studio “Dalle caratteristiche dei pozzi ai sistemi di sollevamento: università, progetti e imprese a confronto” organizzato in collaborazione con l’ordine dei geologi, l’associazione italiana di geologia applicata e ambientale e l’associazione internazionale di geologia.

La tesi di laurea magistrale di Giorgia Ferraioli porta il titolo “Application of Dna gene sequencing as a tracer method for deciphering the hydrogeology of the Pale di San Martino plateau in the Dolomites, Italy”: la giuria ha particolarmente apprezzato “l'applicazione di un metodo innovativo e multidisciplinare di tracciamento dei percorsi sotterranei delle acque, da quando si infiltrano a quando emergono in sorgenti, uno strumento importante per proteggere le acque dall'inquinamento”.

Nella sezione comunicazione, si è imposta Maja Lunde con “La storia dell'acqua” pubblicato da Marsilio, definito dalla giuria “un romanzo-reportage tra passato, presente e futuro”, ed ha convinto per “l'approccio inedito, alla ricerca di quel vero che c’è nell’acqua, e che il lucido racconto di Maja Lunde sottrae all'oblio e al sonno della ragione”.


La menzione speciale è andata al Museo nazionale delle Acque minerali Carlo Brazzorotto di Crodo, perché, secondo la giuria “assolve non solo ad un compito scientifico e culturale, ma anche sociale, che ne certifica il ruolo di istituzione educativa all'avanguardia in termini di ricerca, studio, istruzione, sensibilizzazione nella promozione di una cultura dell'acqua, per la tutela del nostro patrimonio idrogeologico”.

Sulla "Voce" di venerdì 22 febbraio l'articolo completo.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Impostazioni privacy