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La polemica

“Ora dimettiti e torna a Padova”

Il piccolo editore portovirese Crepaldi replica ai Concordi: “Boniolo vuole multarmi? Dovrebbe essere l’Accademia a pagare la sanzione per il disservizio”.

“Ora dimettiti e torna a Padova”

“Caro presidente, dia ascolto a Vittorio Sgarbi: si dimetta, e se ne torni a Padova”. E’ pesantissima la replica dell’editore portovirese Antonio Crepaldi alla nota con cui l’Accademia dei Concordi ha risposto alle sue critiche sulla gestione dei depositi. Una presa di posizione, quella dell’ente culturale di piazza Vittorio, puramente burocratica, e che si chiudeva con la minaccia di staccare multe nei confronti dell’editore, in caso di inadempienza.

“Presidente Boniolo - scrive dunque Crepaldi - credo che, grazie al suo prestigioso curriculum accademico ‘sventolato’ sui giornali tempo fa, non faccia fatica a capire che ha commesso due gravi errori: quello più grave il macero dei libri, compresi quelli di Cibotto; l’errore meno grave il minacciarmi di multe".

"Perciò - aggiunge - dovrebbe ascoltare il professor Vittorio Sgarbi rassegnando le dimissioni e ritornare nella sua Padova, invece di prospettare multe ad un piccolo editore della provincia di Rovigo che campa del proprio lavoro di scrittura ed edizione di libri, al quale anche una sola multa toglierebbe del cibo dalla bocca”.

“Credo - aggiunge - che prima di me la multa dovrebbe pagarla l’Accademia, per il disservizio nei miei confronti e lascio a lei, presidente Boniolo, citare leggi, decreti e regolamenti in proposito, visto che li conosce alla perfezione”. Il riferimento è alle carenze lamentate dal piccolo editore della modulistica relativa ai depositi stessi.

Il servizio completo sulla Voce in edicola venerdì 22 febbraio. 

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