Cerca

CAVARZERE

Nasce il centro antiviolenza

Macovei: “Vogliamo aiutare chi soffre”. Il consigliare Munari: “Realtà indispensabile”

Nasce il centro antiviolenza

La presentazione del nuovo Centro Antiviolenza

Macovei: “Vogliamo aiutare chi soffre”. Il consigliare Munari: “Realtà indispensabile”

Nella serata di sabato scorso 23 febbraio l’agriturismo “Corte Civrana” di Pegolotte (Cona), ha accolto la presentazione del nuovo centro antiviolenza che sarà gestito privatamente dalla cooperativa “Angeli smarriti” di Cavarzere. Cooperativa nata a luglio dello scorso anno e che ha l’intento di dare un supporto reale a quelle che sono le situazioni di violenza nel territorio cavarzerano e conense. Andreea Macovei, presidente della cooperativa, ha introdotto la serata: “Nella mia vita ho avuto diverse situazioni in cui mi sono trovata a subire delle violenze di non poco conto, sia fisiche che psicologiche, per cui in questo momento ho deciso di fare un passo in più e cercare di supportare quelle persone che soffrono”.

Il messaggio è diretto alle donne, in una Cavarzere toccata dal terribile uxoricidio di Maila Beccarello: “Bisogna che le ragazze capiscano quanto è importante rialzarsi, trovare quella spinta in più per arrivare a denunciare i soprusi che subiscono e rinascere prima di tutto come persone. Sono convinta che fa male la violenza, ma anche l’indifferenza di chi non capisce quanto è importante denunciare, parlare di questo problema che è una vera e propria piaga di questa società”.

L’avvocato e consigliere di minoranza di Cavarzere, Pierfrancesco Munari è intervenuto per sottolineare: “Sono sempre stato attento al problema, tanto che la maggioranza dopo la presentazione della mia mozione, ha deciso di attivarsi per aprire uno sportello antiviolenza legato al centro di Chioggia. Credo che questo ulteriore sportello sia essenziale per i cavarzerani; lo stesso però deve essere a disposizione di tutti senza distinzione di genere, dato che le violenze ci sono sia da parte di uomo che di donna e sono ugualmente gravi; inoltre non dimentichiamoci degli anziani, che sono in un continuo stato precario”.

Munari ha ribadito: “Nel 2018 ci sono stati ben 13 casi denunciati di violenza, un numero sicuramente superiore nella realtà, visto che molte violenze non vengono denunciate”.

Barbara Spadaro, legale specializzata in violenze domestiche racconta: “Seguo giornalmente questo tipo di problematiche e credo che troppo spesso vengono nascoste da chi le vive e da chi ne è a conoscenza”. A ha concluso: “Partiamo dal presupposto che amore non significa violenza, in nessun caso; quante volte sentiamo dire ‘era solo nervoso e gli è scappato uno schiaffo?’, non è ammissibile, mai, perché si parte da uno schiaffo e si passa a molto peggio. Ci sono vari tipi di violenza e non solo quella fisica, per cui è bene capire cosa si sta vivendo e cercare di parlare, di confrontarsi, di trovare la forza per uscire da quel tunnel dal quale non è facile vedere la luce”.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Impostazioni privacy