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Csa, ora la vicenda diventa politica

Il sindaco Barbierato pensa ai tre milioni della nuova sede

Csa, ora la vicenda diventa politica

Sciopero, mobilitazione, volantinaggio e incontri pubblici ma soprattutto coinvolgimento della cittadinanza in tutte le sue articolazioni: dalle istituzioni ai gruppi politici, dai familiari degli ospiti alle associazioni.

E’ questa la nuova strategia messa a punto dall’assemblea dei lavoratori di lunedì scorso per far fronte al muro innalzato dalla presidente Sandra Passadore e dai consiglieri che la sostengono Lorenzo Bertaglia e Sandro Bisco.

L’incontro si è svolto in un clima tesissimo per la quasi rassegnazione e sfiducia di tanti lavoratori, ma non intendono gettare la spugna per quella che ormai è diventata una battaglia di dignità, ancor prima di una rivendicazione contrattuale.

Per volere del sindacato, sono stati lasciati fuori dalla riunione i due consiglieri del cda Sabrina Visentini e Simone Mori, non allineati alla presidente, che tanto si battono anche per i loro diritti: avevano chiesto di partecipare come uditori per avere direttamente il polso della situazione.

Adesso anche Cgil, Cisl e Uil riconoscono che la questione è uscita dai confini della pura contrattazione aziendale, ha assunto contenuti di grande rilevanza politica e sociale.
“Malgrado le tante tesi complottistiche - scrivono i sindacati - l’unica grande verità è che i lavoratori del Csa continuano uniti nelle loro rappresentanze a lottare, tutt’altro che terrorizzati e anzi molto arrabbiati e determinati, per invertire la rotta intrapresa dalla direzione e dalla presidenza che hanno messo in campo azioni che stanno fortemente penalizzando chi ogni giorno assiste i tanti ospiti. Vogliamo che il nostro grande messaggio, che si riassume nello slogan ‘Restiamo umani’, continui a essere l’essenza della nostra lotta, una lotta di civiltà che mette al centro le persone, siano esse ospiti o lavoratori, un binomio questo imprescindibile e inseparabile quando si parla di servizi alla persona e di dignità. All’assemblea di lunedì scorso, dopo l’esito negativo alla conciliazione dal prefetto (mercoledì 20 febbraio, ndr), si è deciso per lo sciopero con una manifestazione pubblica che concentreremo, se possibile, nella stessa giornata del consiglio comunale monotematico sul Csa, tornando a colorare le strade del centro con tanti lavoratori e le bandiere di Cgil, Cisl e Uil”.

Nonostante la gravità della situazione, per il sindaco Barbierato, la maggioranza civica e il resto delle forze politiche la casa di riposo è una priorità, ma senza fretta. Non c’è spazio, infatti, per affrontare il problema nell'imminente consiglio comunale.

Più avanti si deciderà per un consiglio comunale straordinario, anche se la maggiore preoccupazione di Barbierato, nella riunione dei capigruppo, è apparsa quella di definire una proposta per la nuova struttura in modo da utilizzare il fondo di rotazione da tre milioni della Regione.

Sulla "Voce" di mercoledì 27 febbraio l'articolo completo.

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