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Per il sindaco la Lega punta sul rosa

Il Carroccio chiede la disponibilità a scendere in campo ad una donna del centrodestra. I sei ribelli preparano il ricorso

Per il sindaco la Lega punta sul rosa

Il verde punta sul rosa. La Lega di Rovigo punta infatti su una donna per la scelta del candidato sindaco. Una donna molto conosciuta e definita vicina al centrodestra, non necessariamente iscritta al Carroccio, ma che in ogni caso il partito vedrebbe bene per la corsa a palazzo Nodari. Una donna che però ora deve sciogliere la riserva dopo che il commissario comunale Corazzari ha sondato la sua disponibilità. Il toto nomi impazza. Di certo se il Carroccio ottenesse il via libera dalla potenziale candidata, per tutto il resto del centrodestra sarebbe difficile dire di “no”.

Un modo, questo, per fare ripartire l’azione politica della Lega dopo lo scossone dell’espulsione dei sei ex consiglieri comunali che hanno firmato contro Bergamin. E proprio i sei ex consiglieri leghisti, ormai anche ex militanti del Carroccio, preparano il ricorso contro il provvedimento di esclusione. Ma non tralasciano il piano B. Ossia la preparazione di una lista civica che possa concorrere alle elezioni di maggio.

I sei leghisti ribelli (Raule, Benetti, Denti, Gabban, Marsilio e Andriotto) si sono ritrovati mercoledì sera per studiare le prossime mosse. “Faremo ricorso - dice Benetti - e lo inoltreremo appena ci sarà notificato il provvedimento di esclusione. La speranza è che sia discusso dal partito in tempi brevi, prima che la campagna elettorale entri nella sua fase conclusiva. In ogni caso non staremo fermi”. I sei ex Lega sono pronti a lavorare per il partito, nel caso di una loro riammissione, ma anche a lavorare fuori dal Carroccio con un loro schieramento civico. Un modo per dire che non sono fuori dai giochi e per fare pressione nei confronti dei vertici regionali, la cui marcia indietro al momento appare altamente improbabile. Alla base del ricorso ci saranno considerazioni politiche relative al fatto che la crisi nei confronti di Massimo Bergamin, con tanto di richiesta di azzeramento della giunta, era partita proprio dai vertici di Lega e Forza Italia. “Noi - sottolinea Benetti - ci siamo comportati come aveva chiesto il partito”. Anche se poi la scelta di far cadere l’amministrazione è stata presa in autonomia e non appoggiata dai big regionali: “I militanti rodigini sapevano tutto. Non potevamo più lasciare la città in quelle condizioni. Il commissariamento di un anno sarebbe stato peggio”.

Intanto la Lega va avanti per la sua strada, il commissario comunale Cristiano Corazzari sta riunendo gli iscritti per mettere le basi di una lista che per ora parte dai soli nomi di Michele Aretusini e Riccardo Ruggero. Fra i possibili nomi per il candidato sindaco c’era anche quello di Paolo Frigato, presidente di As2.

Non è in ogni caso escluso che al di là delle dichiarazioni di bandiera, alla fine il centrodestra debba confluire su una candidatura unica, che comprenda liste politiche e liste civiche. E fra le liste civico-centriste ci sarà di sicuro quella di Presenza Cristiana, e poi una squadra di candidati consiglieri guidata da Paolo Avezzù.

Spostandosi a sinistra e centrosinistra, invece, i nomi per ora in pista restano quelli di Silvia Menon, con una civica aperta anche a schieramenti a sinistra del Pd. Il Pd invece comincerà a ragionare su lista e candidature dopo le primarie congressuali di domenica.

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