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Il personaggio

Arnaldo, amore per la pesca

“Ho imparato anche nuove ricette culinarie”

Arnaldo, amore per la pesca

Dopo 50 anni di pesca sportiva e 80 primavere raggiunte, nel mese di gennaio scorso ha deciso di fermarsi.

Stiamo parlando di Arnaldo Vitulo, un rodigino che praticamente per tutta la vita si è dedicato alla sua più grande passione: la pesca sportiva, documentata.

“A dire il vero ho iniziato a pescare in età piuttosto avanzata - racconta lo stesso Arnaldo - fino all’età di 30 anni ero un fanatico della caccia. Ho preso la licenza con il permesso e la firma dei genitori, ancora minorenne. Poi, raggiunti i trent’anni ho deposto il fucile e mi sono dedicato esclusivamente alla pesca sportiva”.

Una pesca sempre documentata con fotografie, testi e descrizioni, davvero meticolose e affascinanti.

“Sono stati anni, quelli della pesca, vissuti intensamente con tutta la mia famiglia, pescando al mare, dalle dighe foranee, dalle spiagge e dalla barca, di giorno e in notturna talvolta in condizioni meteo proibitive – continua il nostro pescatore - per un totale di circa 3000 uscite, annotando per ciascuna tutti gli eventi”. 

E Arnaldo, il nostro territorio del Delta, ha davvero contribuito a farlo conoscere in tutta la Penisola, collaborando con alcune delle più prestigiose riviste nazionali del settore, immortalando, tra l'altro, tutti i più importanti pesci.

“Per me non sono soltanto animali o alimenti, ma creature bellissime e misteriose del mondo sommerso, da osservare e memorizzare con rispetto - racconta - non ho condiviso solo l'amore per la pesca, per il mare e per il nostro suggestivo Delta, ma mi sono lasciato coinvolgere anche dalla passione culinaria con ricette di pesce che non ho mai mancato di inserire. In questa mia lunga esperienza, ho condiviso il pensiero di chi ha sempre sostenuto che per stimolare la passione verso la pesca sportiva in mare. Così come osservare i flussi migratori dei pennuti, l'attività delle diverse specie, le maree, le evoluzioni meteo stagionali, le esche più congeniali e performanti con un occhio allo sviluppo dei nuovi materiali che le aziende del settore propongono e, non ultima, la sperimentazione personale che è fondamentale è determinante per completare il percorso alieutico”.

Ma Arnaldo non risparmia anche qualche preoccupazione, legata ai nostri corsi d’acqua e ai nostri mari. “Purtroppo una questione che emerge è che su cui è opportuno fare piena luce, riguarda tutti i mari. Stanno diventando meno pescosi ed è una tendenza che si riflette anche in tutta l'area mediterranea e in particolare nell'alto adriatico.

Tuttavia, ma questo non è un buon segnale, sono arrivate e stanno arrivando nuove specie da zone più calde a conferma che la temperatura delle nostre acque si sta innalzando: serra, barracuda, pesce balestra, pesce civetta, pesce palla, grugnitore bastardo e lanzardo gigante… ma questo è già un altro discorso”.

Una passione che ha quasi dell’incredibile e che Arnaldo ha abbandonato per raggiunti limiti di età. Ma noi non ne siamo sicuri e abbiamo provato a rifargli la domanda. Con la pesca ha chiuso definitivamente? “Ho dei nipotini che si stanno appassionando alla pesca - conclude - e se mi chiedono di accompagnarli, non posso rifiutare. Loro sono alle prime armi, ho il dovere di insegnargli qualcosa” dice Arnaldo.

Sulla "Voce" di domenica 3 marzo l'articolo completo.

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