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Verso il voto

La Voce fa tappa a Crespino

Ecco i problemi e i suggerimenti dei cittadini.

La Voce fa tappa a Crespino

Le elezioni amministrative si stanno avvicinando. In vista del 26 maggio, la Voce ha deciso di intraprendere un viaggio tra i 33 comuni polesani chiamati alle urne per scoprire cosa si aspettano i cittadini dalla prossima amministrazione comunale.
Il nostro tour ha preso il via da Crespino, paese attualmente amministrato da Angela Zambelli, che nel 2014 ha conquistato la fascia tricolore con una lista civica di centrodestra, espugnando una delle “roccaforti” polesane del centrosinistra.
Qui, a detta di tutti, il problema più grande è il continuo calo della popolazione.

“I vecchi muoiono e i giovani se ne vanno via - spiega per esempio Diego - una situazione che accomuna un po’ tutti i comuni limitrofi a Rovigo”. “Il paese si sta spopolando - aggiunge Lamberto nella piazza di Crespino - nel dopoguerra c’erano 6000 abitanti ora siamo circa 1700. Bisognerebbe riuscire ad attirare qui nuovi residenti. Magari si potrebbe organizzare un’unione con gli altri comuni vicini, tipo Villanova Marchesana, Guarda e Gavello, in modo da arrivare a 5000 abitanti e accedere ai contributi statali per migliorare il paese. Crespino è grande un terzo di Rovigo, questo territorio è dispendioso da mantenere”.
Denny invece propone un’altra soluzione: “Servirebbero un buon piano casa e degli incentivi per le attività commerciali - spiega - la situazione in cui si trova Crespino si può risolvere con la sinergia tra case a buon mercato e esercizio commerciali”.
Poco più in là incontriamo Cristiano il fornaio del paese: “Crespino sta declinando lentamente - dichiara - Bisognerebbe invogliare la gente del posto a vivere di più il paese e trovare un modo per riempire le case vuote. Senza gente l’economia soffre. Comunque ritengo che l’attuale amministrazione comunale abbia lavorato bene in questi anni, soprattutto per quanto riguarda la casa di riposo”.

“Credo che nessuna amministrazione possa fare molto - spiega invece Leonardo, che gestisce il minimarket - un po’ tutti i comuni della zona stanno facendo i conti con il calo della popolazione. E le aggregazioni di cui si parla sarebbero solo un palliativo, un modo per rinviare i problemi. Noi come attività commerciale svolgiamo quasi un sevizio sociale, cercando di far fronte ai bisogni di una popolazione in gran parte anziana. L’ultimo baluardo che ci resta è la scuola, finché ci sarà quella c’è speranza. Credo che la presenza di un istituto scolastico sia una delle prime cose che una famiglia guarda quando si trasferisce in un nuovo paese”.

Sulla stessa linea è anche il commento di Rudy, l’edicolante di Crespino: “In passato sono stati fatti tanti errori, non si è riusciti a incentivare lo sviluppo di questo comune - afferma - la situazione in cui si trova ora Crespino non è certo colpa di questa amministrazione comunale o della precedente. Ora come ora però credo che il comune non possa fare più di tanto, a parte tenere in ordine il paese e riuscire a difendere la attività che ci sono e i servizi: da questo punto di vista Crespino è messo molto meglio di altri paesi della zona”.

“A parte sistemare i marciapiedi e altre poche cose non c’è più niente da fare - concorda Matteo - ci si doveva pensare prima”.
Molto più positivo è Marco, che propone un rilancio turistico per il paese: “L’unica chance per Crespino è sfruttare il turismo - racconta - si tratta di un paese che ha la sua storia e si trova una bella zona: vedo che nei bed and breakfast si fermano diversi turisti stranieri quindi c’è la possibilità che il paese non muoia”.

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