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Il caso

Lascia la moglie in mutande sulla Regionale

Maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale l'accusa (poi caduta) a carico di un altopolesano

Arriva lo sportello antiviolenza

La donna avrebbe subito numerosi comportamenti aggressivi

Le accuse erano plurime, estese lungo un arco di tempo che va dal 2012 al 2015. Maltrattamenti, lesioni volontarie, tentata violenza sessuale. Quest'ultima era già caduta nel corso dell'udienza preliminare che, per i restanti capi di imputazione, aveva mandato a giudizio l'imputato, un 38enne originario di Ferrara e residente a Stienta. Le contestazioni residue sono invece venute meno all'esito del processo che, nella mattinata di mercoledì 13 marzo, ha visto il giudice Nicoletta Stefanutti pronunciare una sentenza di assoluzione per l'imputato, accogliendo pienamente le richieste della difesa, affidata all'avvocato Paolo Guidorzi di Rovigo.

Secondo l'accusa, l'imputato, spesso sotto l'effetto di cocaina, avrebbe picchiato in almeno tre occasioni la compagna, in una anche mentre era incinta. La avrebbe buttata, con l'aiuto della madre, anche fuori casa, in una circostanza lasciandola per mezz'ora in mutande sulla strada regionale 6 Eridania. Non solo: sarebbero anche stati comportamenti grotteschi, ma non per questo meno umilianti. La donna sarebbe, per esempio, stata cosparsa di farina e di uova, impastandole questi prodotti anche nei capelli. Sarebbe stata raggiunta sul luogo di lavoro e qui pesantemente insultata.

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