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Iras

Casa Serena, il futuro è adesso

L’istituto è al bivio, tra progetti di rilancio e ristrutturazione che non decolla

Casa Serena, il futuro è adesso

Per mesi, forse anni, è stata al centro del dibattito politico. Poi l’Iras sembrava essere finita nel dimenticatoio. In realtà il futuro della casa di riposo di Rovigo, e di Casa Serena, che è del Comune, rientra prepotentemente fra gli argomenti della campagna elettorale. Chi si candida a fare il sindaco di Rovigo, e la squadra che lo sosterrà, non potrà non tenerne conto. E le segnalazioni dei sindacati (articolo sotto) dimostrano quanto urgente sia la questione Iras.

Anche perché parlare di Iras equivale a parlare di Casa Serena, l’immobile della Commenda che è il secondo blocco della casa di riposo. E il destino di Casa Serena si intreccia con quello della polizia locale e dell’Ater. Insomma un mix di enti ed istituti che richiedono decisioni politiche da parte del Comune.

Il futuro di Casa serena, così come immaginato nei mesi scorsi, prevede infatti che in un piano dell’immobile trovi posto la nuova sede della polizia locale, da anni alla ricerca di un quartier generale che possa sostituire le degradata e vergognosa sede di viale Oroboni. Un progetto che farebbe arrivare nell’area esterna dell’istituto anche il parco auto e i garage della polizia locale. Un modo, in pratica, per ottenere due risultati, dare casa e dignità ai vigili urbani e utilizzare al meglio alcuni spazi di Casa Serena da tempo sottoutilizzati. Ma non è tutto perché un altro piano dell’edificio della Commenda, secondo questa impostazione, dovrà ospitare alloggi popolari sotto la gestione dell’Ater. Ecco allora che Casa Serena potrebbe diventare una sorta di cittadella polifunzionale, e ottenere contributi, circa due milioni, capaci di rilanciare la casa di riposo. Senza contare che da tempo si chiede di regolare e chiarire meglio i rapporti proprio fra Comune, Iras e Casa Serena. Insomma un insieme di situazioni e pianificazioni che richiedono veloci decisioni, perché, come hanno sottolineato i sindacati la scelta doveva essere fatta entro la fine di febbraio, e il timor è che l’operazione salti.

Il futuro dell’Iras era finito nel calderone politico anche nei giorni precedenti la caduta dell’amministrazione Bergamin. Il destino dell’istituto per anziani era stato indicato, dal centrodestra, come una delle priorità e che avrebbe dovuto tornare ad avere un cda nominato dal sindaco e non più un commissario.

La casa di riposo è sempre stata nella trincea dello scontro politico, con strascichi giudiziari. Qualche anno fa la polemica aveva riguardato le modalità di pagamento delle rette degli anziani ospiti. A lungo poi si era parlato di gestione zoppicante, a più riprese, sia per gli elevati costi sostenuti per una serie di ristrutturazioni e ampliamenti (dalla cucina ad altri settori) sia per i conti che continuavano ad essere altalenanti. Per non parlare poi del tema del ruolo delle case di riposo pubbliche, il numero dei posti letto.

Bilanci così così, polemiche, critiche incrociate che tre anni fa hanno spinto la Regione a commissariare l’ente, prima per un anno, poi rinnovato per altre due annualità.

Ecco allora che il nuovo sindaco, e la sua maggioranza, dovranno affrontare in fretta queste tematiche. Chi si candida a guidare la città dovrà tenerne conto.

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