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COMUNI AL VOTO

A Frassinelle, dove il futuro non decolla

Nel paese “molto tranquillo”, gli schieramenti non si fanno avanti. Graziano: “Non c’è sviluppo, ma si sta bene”. Giuseppe: “Manca anche la banca”.

Della bocciatura sonora di Frassinelle Polesine alla fusione con Polesella si parla ancora oggi, a tre mesi di distanza. Un voto che al Bar Sport, a due passi dal municipio, commentano così: “Qualcosa non è andata nella comunicazione. E poi è un paese di anziani, che fanno fatica a cambiare alcuni meccanismi”.

La comunità di 1.300 anime (nel 2011 erano 1.500) che grazie a un volantino, di cui non si conosce la paternità, è riuscita a stoppare un progetto ambizioso tra i due comuni, ora è chiamata nuovamente al voto. Ma, né ufficialmente, né ufficiosamente, è pronto alla prossima tornata elettorale di fine maggio. Il 27 dovranno essere depositate le liste, tuttavia, non c’è uno schieramento che si è fatto avanti. O le liste sono “fantasma”, come il volantino che sembra aver decretato una vittoria del No al referendum, o non ci sono grandi entusiasmi a guidare un paese che fa fatica a chiudere il bilancio (un miliardo circa).

“Io ero a favore della fusione ma forse non c’è stata abbastanza informazione - sostiene Gabriele, pensionato e assiduo frequentatore del Bar Sport - Io sono nato a Fiesso Umbertiano e sono piovuto qui a Frassinelle, è un paese tranquillo e si sta bene, ma c’è sempre meno gente, è sparita la macelleria, non ci sono più le scuole. Solo grazie al parroco c’è un asilo che funziona”.

Un terremoto di cui ancora oggi si sente l’eco, come le morti nel “camion della morte”, 84 persone che rimasero incastrate e annegarono proprio all’altezza di Frassinelle. Francesco, 84 anni, se lo ricorda ancora: “Alle 11 del mattino l’acqua era già arrivata in piazza - racconta - Alle 5 arrivarono i barcaioli da Felonica. Avevo 16 anni e sentivo piangere le persone che chiamavano dal camion. Ma non sono arrivati in tempo e sono annegati”. Francesco nella sua vita ha fatto il barbiere, a 9 anni (“Niente schei, solo mance ogni tanto”) poi il bidello: “Qui si sta bene, sempre tutto uguale, non c’è niente da migliorare”.

In tenuta sportiva e appassionato del suo paese Graziano, 62 anni, impegnato nell’Avis e nelle società sportive, era a favore della fusione: “Purtroppo non ci siamo riusciti. Frassinelle è tranquillo, ci sono anche case nuove e sono venuti ad abitare ragazzi, ma non ci sono fabbriche come a Villamarzana o divertimenti non c’è sviluppo. E’ un paese agricolo”.

Giuseppe, sessantenne, non si nasconde dietro a un dito: “Noi siamo contenti di abitare a Frassinelle, ma manca un po’ tutto, la scuola, la banca. Gli abitanti sono sempre meno. Solo che la soluzione non sarebbe stata certo la fusione”.

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