you reporter

LA STORIA

C’è un nostro missionario nell’inferno del ciclone Idai

Un missionario polesano nel pieno del tifone che sta devastando il Mozambico

C’è un nostro missionario nell’inferno del ciclone Idai

18/03/2019 - 20:04

Un missionario polesano nel pieno del tifone che sta devastando il Mozambico. “Il vescovo Pierantonio Pavanello e la Chiesa diocesana di Adria - Rovigo - spiega la nota della diocesi - seguono con apprensione le notizie che giungono dal Mozambico. Don Davide, missionario della diocesi di Vicenza, ha dato notizie rassicuranti riguardo don Giuseppe Mazzocco, prete della nostra diocesi e gli altri missionari, anche se le notizie che ci arrivano sono parziali a causa dell'interruzione di energia elettrica e delle comunicazioni e descrivono una situazione drammatica”.

A fornire maggiori informazioni sulla situazione nel Paese africano è, invece, l’associazione Medici con l’Africa - Cuamm.

“Sono oltre un milione e mezzo - spiega la loro comunicazione - le persone colpite e almeno 150 le vittime del Ciclone Idai, che si sta abbattendo in questi giorni su Mozambico, Malawi e Zimbabwe, secondo dati Onu e fonti governative ufficiali. In Mozambico la più colpita è la città di Beira. Drammatico il racconto che ci arriva dai nostri volontari in Mozambico”.

“Le comunicazioni sono state interrotte per tutte le giornate di venerdì e sabato e non riuscivamo a metterci in contatto con i nostri medici a Beira – spiega Giovanna De Meneghi, coordinatore dei progetti di Medici con l’Africa Cuamm nel paese –I racconti che ci sono arrivati sono davvero allarmanti. La città è distrutta, tralicci abbattuti, case scoperchiate, tetti di lamiera sparsi ovunque con quanto ha strappato il vento violento che soffiava a 170 chilometri orari seminando devastazione in tutta la città. Nell’ospedale Centrale di Beira la situazione più difficile: il blocco operatorio è inagibile; così pure la Neonatologia (Berçario), che è stata spostata nel nuovo edificio della Pediatria, che a sua volta è stato scoperchiato. Il Pronto Soccorso, anch’esso scoperchiato, è senza acqua e luce, il pavimento è coperto da almeno 5 centimetri di fango e acqua. Tutto intorno un odore nauseabondo. In questa situazione, continuano ad arrivare corpi e feriti e l'ospedale cerca di rispondere come può, con turni da 48 ore. Anche i tetti degli edifici dell’Università Cattolica del Mozambico sono stati divelti dalla furia del ciclone”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


GLI SPECIALI

Tesori. Alla scoperta del territorio tra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl