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Comuni al voto

Costa di Rovigo: una vivacità che resiste

Il paese al voto per il dopo Bombonato. Lorena: “Qui c’è tutto e lavoriamo bene”. Marco: “Più sicurezza per le strade”

 Costa di Rovigo è un comune vivace, per quanto risenta della crisi demografica e debba lottare per mantenere vivi alcuni servizi: la scuola in primis. Su 2469 abitanti, 2.210 sono chiamati al voto. Significa che i minorenni sono circa 250, un tesoro da non disperdere.

Renato, pizzaiolo del centro, costense doc,: “Costa è morta, 25 anni fa la piazza era piena sempre, oggi non c’’è più nessuno. Non ci sono più tanti bambini e hanno dovuto richiamare gli studenti di Villamarzana per formare la classe media. Una volta c’era la fabbrica delle bambole, che dava lavoro a 300 persone, purtroppo ora si fa fatica”.

Jenny, giovane mamma, contentissima dell’amministrazione Bombonato, conferma questo trend: “Qui hai la comodità di avere tutto e vicino, la nonna, la zia e la sorella. Ma la tenuta delle scuole è sempre in bilico. Per il resto il comune è vivo, io sono contenta di abitarci”.

Per Rosanna, che non abita a Costa, ma ci lavora come barista, al Sweet Café, il paese è un po’ piatto, ma si sta bene: “Si lamentano soprattutto della piazza”. Già, la piazza San Rocco, su cui si affaccia la chiesa, il municipio un monumento ai caduti e altri edifici di pregio, è un bijoux ma per molti costensi non è funzionale, priva di parcheggi e con quella fontana nata senz’acqua che non è mai stata digerita dalla popolazione.

Lorena, della fioreria M’ama non M’ama, è “contenta dell’amministrazione Bombonato. Ci sono sempre iniziative che animano il paese, hanno rimesso a posto la palestra e rifatto il teatro. E anche se molti negozi chiudono, apriranno presto una merceria”.

Marco davanti alla scuola aspetta il figlio che esce insieme a uno stuolo di genitori. “Si sta bene, per le famiglie c’è tutto. E’ un comune tranquillo. Forse manca un po’ più di sicurezza sulle strade e più vigili urbani”.

Gianluca, 47 anni, si è sposato a Costa e dalla provincia di Bologna si è spostato nella piccola provincia polesana. “Bisognerebbe che i negozianti si unissero, che ognuno facesse qualcosa per la piazza, per promuovere le manifestazioni”.

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