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Rosolina

In ricordo del caduto Antonio Ferro

E' uno dei 12 carabinieri morti nell’eccidio di Malga Bala, in Slovenia, il 25 marzo 1944. Domani mattina, alle 11, in cimitero, la commemorazione della medaglia d’oro al merito civile.

In ricordo del caduto Antonio Ferro

In ricordo dei carabinieri uccisi. Ricorre domani il 75° anniversario dell’eccidio di dodici carabinieri caduti a Malga Bala, tra i quali il carabiniere Antonio Ferro, medaglia d’oro al merito civile.

Alle 11 di domani, al cimitero di Rosolina, avrà luogo la cerimonia commemorativa per il 75° anniversario dell’eccidio avvenuto in Slovenia, dove è caduto anche il carabiniere medaglia d’oro al merito civile Antonio Ferro, originario del Comune di Rosolina.

La città di Rosolina ha reso onore ad Antonio Ferro intitolando a suo nome una piazza ed erigendo un monumento in “Ricordo ai carabinieri caduti per la patria nell’adempimento del loro servizio”.

Il decesso di Antonio Ferro, nato a Rosolina il 10 febbraio del 1923, è avvenuto nel tristemente famoso “Eccidio di Malga Bala” del 25 marzo 1944, dove furono barbaramente uccisi da formazioni partigiane 12 carabinieri.

Nel corso del secondo conflitto mondiale, i dodici carabinieri erano stati posti alla protezione della centrale idroelettrica di Bretto Inferiore (ora Strmec na Predelu, frazione del Comune di Bovec in Slovenia). La sera del 23 marzo 1944 un gruppo di partigiani assaltò la centrale idroelettrica facendoli prigionieri. Successivamente furono costretti ad una marcia forzata verso Malga Bala, passando per il Monte Izgora e la Val Bausiza.

La sera del 24 marzo 1944, all’interno di una stalla sita sull’altopiano di Logje, ai prigionieri venne somministrato un minestrone al quale i partigiani avevano proditoriamente aggiunto soda caustica e sale nero, usato per il bestiame perché ad elevato potere purgante. Il mattino successivo, il 25 marzo, i carabinieri furono portati in un casolare sito sul pianoro di Malga Bala, dove vennero barbaramente trucidati, infliggendo loro particolari sevizie per aumentare il dolore.

I cadaveri dei carabinieri furono casualmente rinvenuti da una pattuglia di militari tedeschi e ricomposti nella Chiesa di Tarvisio (Udine) tra il 31 marzo ed il due aprile del 1944.

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