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Adria

“Ospedale, scelte inaccettabili”

Duro attacco di Cavallari: “I tavoli e i comitati non bastano, senza un protesta unitaria”. Domani sera la conferenza pubblica del Pd su che cosa fare dopo le nuove schede

“Ospedale, scelte inaccettabili”

“Ospedale di Adria e nuove schede ospedaliere: che fare?” è il titolo della conferenza stampa pubblica promossa dal circolo adriese del Pd in programma domani sera alle 17.45 al bar Centrale in corso Vittorio Emanuele II. Apre l’incontro Sandro Gino Spinello capogruppo in consiglio comunale, a seguire i consiglieri regionali Graziano Azzalin e Claudio Sinigaglia, quindi Giuseppe Traniello Gradassi, coordina Pierpaolo Ballo; conclusioni affidate a Federico Cuberli, segretario del circolo.

Sulla questione dell’ospedale interviene Lamberto Cavallari, leader dell’omonima lista civica, prendendo atto che l’ospedale adriese esce fortemente ridimensionato con le schede ospedaliere. “Basta! E’ inaccettabile! - tuona - E’ il momento che la città dia un segnale forte: i tavoli non bastano più, non possono pensare che su Adria decidono ciò che vogliono perché comunque noi accettiamo tutto”. E ancora: “La cosa più atroce è che ad uscirne indebolito ancora una volta è il sistema pubblico a discapito del privato con Porto Viro che raggiunge le dimensioni di Adria. Se la Regione ha deciso che il sistema privato accreditato sarà il futuro - prosegue - allora ha l’obbligo morale di dirlo apertamente, in modo che si possa ragionare sapendo che cosa ci aspetta, perché, se l’obiettivo è tenere aperto Adria e farlo morire lentamente mentre il privato avanza, noi non siamo d’accordo. Se fosse inevitabile, chiederemmo subito che l’ospedale di Adria venga privatizzato. Quando in campagna elettorale avvisavamo che ostinandoci a chiedere la luna ci avrebbero tolto anche ciò che ci spettava, intendevamo proprio questo: ci siamo illusi che comitati, tavoli e qualche rassicurazione fossero sufficienti. Invece scopriamo quanto sarà dura salvare almeno il minimo indispensabile per garantire pari dignità ai nostri cittadini. Noi non abbiamo nulla contro gli abitanti del Basso Polesine con cui preferiremmo fare una battaglia condivisa, ma è chiaro che gli interessi sanitari di Adria e di Porto Viro non convergono".

Il servizio completo sulla Voce del 25 marzo.

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