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CASO COIMPO

Il Comune potrà chiedere i danni

Prima udienza del processo per omessa bonifica e per la questione delle fidejussioni “farlocche”

Il Comune potrà chiedere i danni

I carabinieri forestali all'interno dello stabilimento

09/04/2019 - 19:43

Non era stato, inizialmente, riconosciuto come parte offesa, ma la Procura di Rovigo ha colmato questa lacuna nella mattinata di ieri. Potrà, quindi, emettere un nuovo decreto di citazione diretta a giudizio, per dare la possibilità al Comune di Adria di costituirsi parte civile nel processo.

Questo riguarda la presunta omessa bonifica del sito produttivo di Ca’ Emo, località America, Adria, dove operavano le azienda Coimpo e Agribiofert, e la sua presunta gestione senza autorizzazione, dal momento che questa gestione sarebbe proseguita anche dopo che le polizze fidejussorie a copertura dell’attività sarebbero divenute inefficaci ed inesigibili, a seguito della cancellazione dall’elenco degli intermediari finanziari della società che le aveva emesse.

A giudizio si trovano Gianni Pagnin, 68 anni, di Noventa Padovana; Alessia Pagnin, 43 anni, di Noventa Padovana; Glenda Luisa, 28 anni, di Adria; Mauro Luise, 58 anni, originario di Adria, residente in Romania; Rossano Stocco, 58 anni, di Villadose.

I primi quattro vengono chiamati in causa come componenti del Cda e legali rappresentanti di Coimpo, il quinto, Stocco, come legale rappresentante di Agribiofert. Le due ditte si occupavano di trattamento di fanghi civili e da depurazione, per spanderli poi su terreni agricoli come fertilizzanti.

Una realtà produttiva, Coimpo, al centro di varie vicende giudiziarie. Un processo per omicidio colposo, per i quattro lavoratori morti a settembre 2014, stroncati da una nube tossica, che si sarebbe generata durante il trattamento dei fanghi; due procedimenti, coordinati dalle direzioni distrettuali antimafia di Firenze e di Venezia, per presunti spandimenti di fanghi non a norma su terreni agricoli.

La Procura contesta di non avere compiuto le operazioni di ripristino e bonifica indicate in due provvedimenti della Provincia, di giugno e agosto 2017. Questo per quanto concerne l’ipotesi di omessa bonifica. La seconda ipotesi di reato, invece, contesta la gestione non autorizzata, perché, secondo questa tesi, la inesigibilità delle polizze fidejussorie avrebbe fatto venire meno l’autorizzazione all’esercizio in precedenza rilasciata dalla Provincia.

Il Comune di Adria appare intenzionato a costituirsi parte civile nel procedimento, ossia a essere presente in aula, affiancando l’accusa e domandando un risarcimento agli imputati.

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