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Il caso

Scivolone sulla mezza maratona

Ma la griglia non è omologata per la corsa a piedi, e così il tracciato della half marathon si sposta

Scivolone sulla mezza maratona

La pedana è pronta, il ponte del Bassanello sistemato, ieri pomeriggio il tratto di ciclabile aperto al pubblico, ma la mezza maratona domenica dovrà comunque subire una variazione di percorso. Roba di pochi metri, ma è l’ennesima dimostrazione di come a Rovigo a volte le cose vengano fatte in maniera pressapochista. Come dire: “Per chi va a piedi, fatta coi piedi”.

E’ la paradossale vicenda del ponte del Bassanello, la cui struttura è stata messa a punto anche nelle spalle in muratura che devono sostenere la griglia su cui passa la pista ciclabile Baden Powell. Un lavoro partito al rallentatore e che ha lasciato chiuso il tratto della ciclopedonale per mesi, con ripetuti annunci di pronto intervento da parte dell’assessore. I lavori sono terminati proprio ieri, appena in tempo per la half marathon di Rovigo in programma domenica prossima. Ma, colmo del paradosso, il tracciato di gara non passerà sotto al ponte, le centinaia di atleti, moltissimi amatoriali, non correranno, quindi, sulla griglia che permette il passaggio da una parte all’altra della pista. La griglia infatti non è omologata per una gara podistica. Pare infatti che il materiale con il quale è fatta non sia antiscivolo per chi corre. Il rischio, quindi sarebbe di vedere i runner ruzzolare in serie.

Ieri mattina il commissario prefettizio Nicola Izzo ha parlato in modo chiaro: “La pedana non è adatta alla corsa, soprattutto di chi usa scarpette tecniche ultralisce. Se gli organizzatori vogliono farci passare il tracciato della mezza maratona devono assumere il rischio di incidenti”. Cosa che gli organizzatori non hanno voluto fare.

Maurizio Simonetti, presidente della società Asd running di Conegliano Veneto, che ha organizzato la manifestazione spiega che “ne ho parlato con la Fidal. Mantenere il tracciato sotto il ponte sarebbe stato possibile solo con un contratto di assicurazione. Ma sono costi che non ha senso sostenere. La soluzione è di variare di poco il tracciato. In pratica dalla ciclabile, poco prima del ponte, si risale sull’argine, quindi si attraversa viale Porta Po, e poi si ridiscende sulla ciclopedonale dall’altra parte. In questo modo il percorso si allunga di una decina di metri, problema che risolveremo spostando la partenza poco più avanti, mantenendo così il chilometraggio preciso della mezza maratona”. Una variazione minima, ma che comporterà la sistemazione di transenne davanti alla pedana, e di un presidio della polizia locale sul ponte per consentire l’attraversamento dei corridori in sicurezza.

Ma il paradosso sta nel fatto che i lavori sulla ciclabile erano stati velocizzati proprio per permettere alla gara di passare in quel punto. E non è tutto, perché all’inizio la pista ciclabile era stata chiusa in quel tratto a causa della vecchia pedana, che con l’umidità diventava scivolosa e pericolosa per i ciclisti. Ed ora salta fuori che la nuova griglia non è omologata per chi corre a piedi in quanto a rischio scivoloni. E dal giorno successivo alla mezza maratona quando sulla ciclabile continueranno a transitare decine e decine di amanti del jogging e delle passeggiate in bicicletta? Per loro il pericolo di cadere non c’è? Lo scivolone, metaforico, sembra davvero grande.

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