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Taglio di Po

Legge “regola pollai”, si parte da qui

Le varianti ai Piani degli interventi di Corbola e Porto Tolle prese come esempio in ottica regionale.

Legge “regola pollai”, si parte da qui

Niente più allevamento industriale di polli a Corbola, come del resto a Porto Tolle. Entrambi i comuni hanno approvato una variante al Piano degli interventi per regolamentare l’insediamento di queste attività industriali. E a Taglio di Po, in sala Europa, le due parti, politica e tecnica, che si occupano della gestione del territorio si sono trovate a una tavola rotonda per parlare proprio di Aree interne e allevamenti intensivi nel Delta del Po. Si è trattato del primo incontro congiunto tra amministratori e tecnici per risolvere definitivamente la questione.

L’input è arrivato dal sindaco di Corbola, Michele Domeneghetti, il quale ha approvato da poco la variante al Piano degli interventi. E proprio da qui si è partito per parlare di un argomento spinoso e delicato insieme. Erano presenti i sindaci delle Aree interne, oltre a Domeneghetti, Franco Vitale di Rosolina, Roberto Pizzoli di Porto Tolle, Moreno Gasparini di Loreo, Francesco Siviero di Taglio di Po e Carmen Mauri di Ariano nel Polesine.

Tra i relatori Giovanna Casale del servizio igiene e sanità pubblica dell’Ulss 5 Polesana, Mario Marzolla del servizio veterinario di igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche dell’Ulss 5 Polesana, Franco Alberti della pianificazione territoriale della Regione Veneto, Vanni Bellonzi e Valeriano Tessaro dell’area ambiente della provincia di Rovigo e il presidente Ivan Dall’Ara.

E’ stato il primo incontro organizzato per informare la cittadinanza sulla sensibilizzazione relativa ai controlli ambientali. La tavola rotonda è partita dalle normative relative alla pianificazione territoriale regionale e dagli strumenti normativi che gli enti locali hanno a disposizione. E’ stato rilevato come ci sia una mancanza rispetto alle normative, carenti rispetto alla pianificazione regionale delle aree agricole, e alle linee guida per regolare questi insediamenti industriali. Inoltre l’assenza di normativa sugli odori.

I sindaci, Domeneghetti per primo, hanno chiesto cosa sia possibile fare in attesa delle modifiche che la Regione dovrebbe garantire. E’ emerso come la strada intrapresa da Corbola e, prima, da Porto Tolle, con le varianti studiate ad hoc per risolvere i problemi di ogni nuovo possibile insediamento.

Proprio in questo senso è stata l’occasione di discussione affinché pure gli altri comuni delle Aree interne potessero muoversi in maniera univoca e ordinata in questo campo. E da questo, parallelamente, possa prendere spunto la Regione Veneto per una legge sul Delta del Po più completa, parlando di insediamenti industriali, partendo dal presupposto che l’area è a propensione ambientale e turistica.

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