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Distretto ittico

Pesca, un tesoro da 800 milioni

A Chioggia aperto l’Incoming con la presentazione del report sul comparto. Il settore è in crescita: la produzione aumenta e l’export conquista Germania e Francia.

Pesca, un tesoro da 800 milioni

Un tesoro da 800 milioni di euro. E’ questo il giro d’affari del Distretto ittico di Rovigo e Chioggia. Oggi a Chioggia, in apertura dell’evento di Incoming rivolto a 19 partner europei, il presidente del Distretto Massimo Barbin ha presentato i risultati dello studio effettuato proprio sul comparto ittico di Rovigo e Chioggia dalla Fondazione Nord Est, sulla base di dati Istat.

Dal report, emerge come il settore della pesca, a cavallo tra Polesine e bassa veneziana, rappresenti circa un settimo di tutto il settore ittico nazionale e dia lavoro a circa quattromila persone, la maggior parte delle quali nel Delta del Po.

Nel dettaglio, la filiera ittica del Distretto di Rovigo e Chioggia conta in tutto 3.377 imprese attive, di cui 2.166 con base in provincia di Rovigo e 1.211 nel veneziano. La quota più rilevante di imprese della filiera, pari al 64,1%, ha dunque base in Polesine.

E il settore è in netta crescita. La produzione, in dieci anni, è cresciuta del 4%, passando dalle 17.086 tonnellate di prodotto del 2006, alle 17.770 del 2017, ultimo anno di cui sono disponibili i dati Istat. Il picco nel 2016, quando il Distretto ha servito sulle tavole degli italiani (ma non solo: l’export è una parte molto rilevante del settore) 18.425 tonnellate di pesce fresco, molluschi e crostacei.

Il Distretto mostra poi anche una forte vocazione verso l’estero: circa un settimo delle esportazioni di pesce di tutta Italia arriva infatti dal nostro territorio. Le esportazioni riguardano soprattutto il pesce fresco, confermando il ruolo del Distretto come piattaforma per la trasformazione e la distribuzione di pesce lavorato nel mercato italiano.

Il principale partner commerciale del Distretto rodigino è la Germania, che accoglie oltre un terzo (il 35,2%) delle esportazioni totali, seguita da Francia (14,4%) e Austria (14,1%). Il 97% delle esportazioni complessive avviene comunque all’interno della Ue, e il loro valore, dal 2008, è cresciuto del 20%, superando quota 100mila euro.

Il servizio completo sulla Voce in edicola venerdì 12 aprile.

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