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Papozze

"Temo una futura privatizzazione"

Il consigliere dell'Opera pia Enrico Naccari spiega il suo “no” all’accordo tra Ipab.

"Temo una futura privatizzazione"

“Temo che si vada verso una possibile privatizzazione della struttura”. Enrico Naccari, consigliere d'amministrazione dell'Opera pia “Francesco Bottoni” interviene per spiegare perché non ha appoggiato il progetto di coordinamento tra Ipab, a cui ha aderito anche la struttura di Papozze, assieme all'Iras di Rovigo, al Csa di Adria e agli istituti di Cavarzere e Merlara.

“Non che io sia contrario, tout court, agli accordi tra enti pubblici, in particolare tra Ipab, soprattutto se lo scopo di queste collaborazioni è contrastare le agevolazioni, principalmente fiscali, di cui godono le paritetiche strutture private accreditate in Regione - dichiara - Ma, mi domando, è effettivamente questo il senso del patto concordato? Ora, è giusto sapere che, in Veneto, esiste già una struttura incaricata dalla Regione di occuparsi, a livello centralizzato, di tutte le attività tecnico-specialistiche, tra cui gli acquisti, le procedure di selezione del personale e gli altri ambiti aziendali. È l'Azienda Zero che opera, cosa non del tutto trascurabile, gratuitamente, in quanto già pagata dalle nostre tasse, a favore degli enti sanitari della Regione. Allora, se già la regione Veneto, ha assegnato ad Azienda Zero la missione di garantire la razionalizzazione, l'integrazione e l'efficientamento dei servizi sanitari, socio - sanitari e tecnico - amministrativi delle strutture, nonché, la gestione sanitaria accentrata, che senso ha l'accordo che l'Opera pia di Papozze ha deciso di sottoscrivere? Il dubbio che tutto ciò possa essere funzionale a una futura privatizzazione delle strutture firmatarie è, a parer mio, molto forte”.

“Un'ultima considerazione: i miei oltre trent'anni trascorsi nella pubblica amministrazione, mi hanno insegnato a non sottoscrivere nulla senza un'attenta analisi dei costi e dei benefici. Verifica ancor più necessaria, quando si gestiscono anche fondi pubblici. Ma il presidente dell'Opera pia, l'8 aprile scorso, non ha presentato nessuna analisi, adducendo a giustificazione, così riporta il verbale di seduta, che i costi non sarebbero, al momento, quantificabili. In qualità di pubblico amministratore, esprimendo il mio voto contrario, ritengo di avere operato nell'interesse dell'ente e dei cittadini”.

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