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Corazzari: “Il nostro Parco resterà regionale”

“In Veneto i quattro quinti dell’area umida e una natura unica in Italia. Ma bisogna fare rete”

Corazzari: “Il nostro Parco resterà regionale”

Presto l’ente Parco del Delta veneto cambierà governance, con un nuovo presidente e un consiglio che coinvolga i sindaci del territorio, le associazioni, gli ambientalisti e il mondo economico e del turismo. Un passo importante, spiega l’assessore al Territorio Cristiano Corazzari: “Abbiamo voluto una nuova legge per i parchi che responsabilizzi tutti e in modo che sia gestito con una condivisione da parte di tutto il territorio. Solo così si può crescere”.

Il delicatissimo ecosistema che accoglie la foce dei due fiumi più lunghi d’Italia, il Po e l’Adige, è stato di recente al centro di una riforma che non è andata in porto, ovvero il parco interregionale tra Emilia e Veneto: “La questione proposta dal governo di centrosinistra, è stata bocciata. Da sempre abbiamo puntato sull’autonomia del Veneto, siamo aperti a collaborazioni e sinergie con il Delta ferrarese, insieme siamo Mab Unesco, che comprende l’area da Chioggia a Cervia, ma siamo assolutamente certi e determinati a voler mantenere il parco in Veneto, anche perché i 4/5 del Delta sono nel Veneto. Anche perché siamo completamente diversi. Il nostro è un turismo più ambientale, naturalistico, storico. Dall’altra parte del confine è più balneare e di massa”.

Corazzari crede moltissimo nel Delta del Po e nel suo parco: “Stiamo lavorando alla strategia delle aree interne che prevede programmi e progetti tra cui i servizi del comuni sempre di più in una logica di rete attorno al Parco e alla sua natura incontaminata. E’ una terra con delle potenzialità enormi dal punto di vista naturalistico. Si tratta di riuscire a costruire una rete di servizi adeguati per riuscire a far sì che chi entra nel Delta possa vivere questo territorio insieme a chi lavora e a chi vive questa terra. Pescatori, agricoltori possono sfruttare questa opportunità, reinventarsi in alcuni casi. Le istituzioni devono creare le condizioni perché questo passaggio avvenga”.

L'intervista completa oggi 19 aprile sulla Voce di Rovigo

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