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Doccia gelata sul reddito da divano

In provincia di Rovigo 1.153 ammissioni e ben 627 bocciature. Media più alta che nel resto d’Italia

Doccia gelata sul reddito da divano

Un polesano su tre ci ha provato ma gli è andata male. Più della media italiana.

Il reddito di cittadinanza, per un richiedente polesano su tre, è come i sogni: finisce all’alba. E così il Reddito di cittadinanza, annunciato dal governo pentaleghista come la grande panacea per disoccupazione e povertà, si rivela una montagna che scalare è più difficile di quel che si pensava. E non solo per la confusione che continua a circondarlo, o per le traversie burocratiche che caratterizzano la parte dedicata alla ricerca di un posto d lavoro. Quanto soprattutto per l’altissima percentuale di bocciature. Più che un reddito di cittadinanza, quindi, una doccia gelata.

I numeri provvisori, infatti, dicono che in Polesine su 1.780 domande esaminate ne sono state approvate 1.153, mentre quelle respinte sono ben 627. Niente reddito per non lavorare per il 36% dei richiedenti, i cui requisiti, quindi, sono stati giudicati non idonei all’ammissione. A livello nazionale invece le domande respinte sono il 27%. Molti, come era stato sottolineato, ci hanno provato, ma non gli è andata bene. Per loro l’illusione di un assegno di diverse centinaia di euro al mese è già naufragato, come una nave che finisce sugli scogli ancor prima dell’uscita dal porto. Un naufragio che i polesani bocciati sono stati costretti a subire, sedotti e abbandonati da chi aveva creato illusioni di manica larga nell’ammissione al reddito.

Gli uffici postali da qualche giorno hanno iniziato ad erogare i primi assegni, caricandoli sulle card, cosa che più di un polesano su tre dei richiedenti non vedrà mai.

La percentuale delle bocciature, in rapporto al numero delle domande, in Polesine è fra le più elevate a livello veneto. In provincia di Rovigo, inoltre, c’è stata la più elevata proporzione del numero di domande rispetto alla popolazione, ben 2.120 (alla data del 7 aprile). Guardando al resto della regione: a Belluno 213 bocciature e 351 ammissioni. A Treviso 1.298 domande respinte e 1.793 ammesse. A Vicenza 1.540 bocciature e 2.076 domande promosse. A Verona 1.645 richieste con pollice verso, e 2.564 ammissioni. A Padova 1.685 bocciature e 2.609 ammissioni. Infine a Venezia 1.705 richieste respinte a fronte di 2.720 domande accolte e ammesse al reddito di cittadinanza. Si tratta di numeri provvisori, che si basano sull’85% delle domande prese in esame dall’Inps e dagli organismi deputati a verificare la sussistenza dei requisiti.

L’Inps ha già elaborato l’85% delle istanze a livello nazionale. Ne sono state accolte il 72%, il 27% delle richieste è stato respinto, mentre, l’1% è in evidenza perché è necessaria un’ulteriore attività istruttoria. Delle domande residue, circa 44mila saranno definite entro questa settimana. Le ulteriori 80mila sono domande presentate insieme al modello Rdc/Com per comunicare la variazione di redditi da attività lavorativa rispetto all’Isee, che saranno lavorate entro la fine di aprile.

Il presidente nazionale, dell’Inps, Pasquale Tridico, inoltre, fa sapere che “la media dell’assegno per il reddito di cittadinanza è di 520 euro. Il 65% delle 473mila pratiche fino a oggi accettate del reddito di cittadinanza ha un importo tra i 400 e 1.200 euro. Tutto è stato calcolato in modo equo, spiace che si soffermi sui casi di singoli che, avendo già un reddito, percepiscono importi tra i 40 e 150 euro. Questi casi rappresentano il 17% della platea”.

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