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"Viviamo un tempo di insidie"

E' la vigilia di Pasqua

"Viviamo un tempo di insidie"

E’ la vigilia della Pasqua cristiana in attesa del grande mistero della resurrezione che si celebra domenica.

In tutte le chiese oggi non si celebrano le messe dopo la reposizione del Santissimo Sacramento avvenuto giovedì sera al termine della messa in “Coena Domini” nel ricordo dell’istituzione dell’Eucaristia.

La Cattedrale e la basilica della Tomba sono aperte ai fedeli tutta la giornata per un momento di preghiera e meditazione personale, inoltre sono a disposizione sacerdoti e frati per le confessioni. E si arriva alla veglia pasquale di questa sera.

In Cattedrale prende il via alle 21.30 con la liturgia della luce, parola, battesimo ed Eucaristia fino al suono solenne delle campane che annunciano la resurrezione. In Tomba la veglia pasquale inizia alle 23.

Domenica le messe osservano l’orario festivo: in Cattedrale 7.30, 9.15, 10.30, 12 e 19; quella delle 10.30 sarà presieduta dal vescovo Pierantonio, mentre quella vespertina sarà preceduta alle 18.30 dal vespro solenne e dalla benedizione eucaristica. In Tomba le celebrazioni sono alle 8, 9.30, 11.30 e 18.30.

Come da tradizione, nel bollettino parrocchiale della Cattedrale è riportato il messaggio augurale alla città dell’arciprete monsignor Antonio Donà.


“Rallegriamoci ed esultiamo: canteremo nelle nostre chiese vestite a festa – scrive l’arciprete - Anche se, a sentire i notiziari, i giorni che viviamo si tingono spesso di ‘nero’. Ogni volta un giorno ‘nero’ in più, con qualcuno pronto a dire che il peggio deve ancora venire. Ma questo giorno di Pasqua ci dà una notizia buona come nessun’altra: antica ma sempre nuova, che c’entra – e quanto – con la nostra vita. A Pasqua la chiesa fa memoria, celebra un evento che non rimane nel passato: lo rende attuale, lo conferma per noi, ne prolunga gli effetti. Il Cristo risorto e vivente apre davanti a noi la sua strada".

"La comunità cristiana prende energia e vita dalla sua vita. E’ la verità più solida che la chiesa ha in consegna: per questa verità vive e non per altro. La risurrezione del Signore si è compiuta in quel ‘terzo giorno’ ma non è mai conclusa, attraversa tutti i deserti sanguinosi della storia. La sua vittoria è la nostra vittoria, ma più ancora dovrà essere e sarà: Cristo ieri e oggi, principio e fine, alfa e omega. A lui appartengono tempo e secoli. Sono le parole - ricorda mons. Donà - che pronunciamo nella vigilia dell’anno che corre: ‘Io ci sono!’ ci dice, oggi, il Signore. Questo nostro presente così pieno e tuttavia così vuoto, così insidiato e minacciato sempre, così inchiodato sulla croce del bisogno e del dolore, nasconde un mistero di luce e di bellezza che sono già nostre e che un giorno ci verranno date completamente e per sempre”.

Sulla "Voce" di sabato 20 aprile l'articolo completo.

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