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Il ritrovo degli ex ufficiali della caserma Silvestri

“Ritorno al futuro” per gli ufficiali e i sottufficiali che, negli anni, hanno prestato servizio nella nostra ex caserma

Il ritrovo degli ex ufficiali della caserma Silvestri

Di nuovo tutti insieme, come una volta, a pochi mesi dall’ultima rimpatriata. “Ritorno al futuro” per gli ufficiali e i sottufficiali che, negli anni, hanno prestato servizio in quella che era la caserma Silvestri. Una rimpatriata, quella andata in scena nei giorni scorsi, nella quale, allo spirito goliardico e baldanzoso dei più giovani - comunque alla soglia dei 50 - ha fatto da contraltare l’atteggiamento più pacato e sobrio dei meno giovani - i pensionati, per intenderci - assai più numerosi della volta precedente.

I primi, consapevoli delle loro responsabilità e capaci ormai di interpretare la vita alla luce dell’esperienza acquisita; gli altri, un po’ presi invece da quella “nostalgia canaglia” che ti può far venire il groppo in gola ma che, per fortuna, fornisce i colori alla memoria per rendere i ricordi più vividi. Che emozioni nel rivedersi, riabbracciarsi, toccarsi come per accertare l’identità di volti che erano stati dimenticati!

E subito in tutti ha preso il sopravvento il senso di appartenenza all’ex caserma Silvestri e lo spirito di corpo che solo chi ha indossato le stellette sa percepire in modo pieno. Rotto il ghiaccio iniziale, è stato tutto un fioccare di aneddoti, episodi e vicende che, inizialmente in modo sommesso ma poi sempre più impetuosamente, uscivano dal baule dei ricordi di ciascuno. “C’ero anch’io”, il commento di tanti alle narrazioni. E alla frase “era meglio prima” pronunciata dai meno giovani, sempre fedeli alle norme di vita apprese nel servizio, di rimando i giovani rispondevano con un “è cambiato tutto”, come per rimarcare che invece la vita va vissuta con libertà di critica e senza alcun pregiudizio di fronte e uomini ed istituzioni.

In tutti comunque era prevalente un denominatore comune, capace di mettere insieme le varie esperienze: il servizio prestato per anni nella caserma Silvestri grazie al quale tra colleghi si è creato un legame di amicizia talmente saldo da protrarsi per tutta una vita.

Insomma, due generazioni che, unite da comuni esperienze, si sono rispecchiate l’una nell’altra per riconoscersi e continuare ad accettarsi in un confronto del “come eravamo” e del “come saremo” che, di fatto, ha coinvolto tutti.

Per finire un plauso è andato a Gigi De Falco, Vincenzo Vergari e Matteo Brancato che, tenendo fede alla promessa di riproporre l’incontro di dicembre, sono riusciti a coinvolgere ancora una volta tanti colleghi ed ex i quali, con entusiasmo, hanno aderito all’iniziativa. Il tutto in un arco di tempo veramente breve e sorprendente: potenza dei social e della rete.

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