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IL PROGETTO

Torre Donà: sarà aperta entro l'anno

Dall’alto si potrà spaziare con la vista. Ma non sarà pronta per maggio come aveva promesso Paulon

Torre Donà: sarà aperta entro l'anno

Entro l’anno la torre Donà diventerà uno dei monumenti più suggestivi della città. Si potrà salire fino in cima e da lassù spaziare con lo sguardo sulla campagna polesana e veneta. ancora pochi mesi, quindi, per l’intervento di restauro destinato a dare un nuovo volto all’area castello e a piazza Matteotti. Attualmente sono in corso le verifiche statiche della struttura, e l’ultima fase degli interventi di pulizia interna, per eliminare, in particolare, il guano dei piccioni e le incrostazioni che si sono accumulate nel corso degli anni. Poi potranno scattare i lavori già affidati alla ditta e che dovrà portarli a compimenti nel giro di pochi mesi.

Dagli uffici dei lavori pubblici del Comune di Rovigo dicono che di sicuro il tutto sarà pronto per gli ultimi mesi del 2019, forse addirittura prima. Ma di certo non per il mese di maggio, che si aprirà fra pochi giorni, come invece aveva assicurato qualche mese fa l’allora assessore comunale Luigi Paulon. L’assegnazione dei lavori era stata definita dall’amministrazione Bergamin, poche settimane prima di cadere, ma il cantiere non è ancora partito, in attesa della conclusione dei lavori di pulizia. L’intervento è stato affidato alla ditta Edil Restauri di Trani (Barletta).

Per il recupero della più alta torre di Rovigo il Comune ha messo sul piatto della bilancia 195mila euro, a questi si aggiungono i contributi di Avepa e del Gal. Nel progetto dell’ex amministrazione comunale, la Torre Donà, alta 56 metri e scalabile grazie a 17 rampe di 17 gradini alti 17 centimetri, sarebbe tornata visitabile.

La riqualificazione della torre si aggiungerà a quella dell’area castello, che già a suo tempo aveva visto interventi nei sotterranei e in alcuni punti delle vecchie mura di cinta. Nel pacchetto non dovrebbe mancare anche un potenziamento dell’impianto di illuminazione dell’area, spesso finita al centro di polemiche e critiche per l’oscurità che nelle ore serali hanno spesso trasformato il giardino in zona poco sicura del centro storico. Il progetto è di realizzare una serie di rampe interne di scale per arrivare fino alla cima della Donà, rampe che andranno a formare dei piani sui quali sarà possibile realizzare, almeno questo era l’intendimento iniziale, rassegne, installazioni artistiche e mostre. Un modo per rendere fruibile la torre non solo a scopo di vista panoramica, ma anche per apprezzarne la struttura interna, uno simboli storici della città, e per fini culturali. Il punto forte però sarà la vista che si potrà godere dall’alto per dominare l’intero Polesine e buona parte della campagna veneta.

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