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La tragedia

Trovata morta lungo l'Adige, si indaga sulla famiglia

Natasha Chokobok era la 29enne urcaina trovata senza vita lungo l'argine dell'Adige. Sospetti dei familiari sul compagno

Giovane mamma scopare da casa, ricerche e ore di ansia

Proseguono le indagini sulla morte di Natasha Chokobok, la ragazza ucraina ritrovata venerdì mattina scorso dopo dieci giorni che era scomparsa. Il suo corpo senza vita giaceva sulla sponda sinistra dell'Adige, tra Porto e Canove a poche centinaia di metri dal ponte della ferrovia.

Sarà l'autopsia a dare maggior dettagli sulla morte della 29enne ucraina, disposta dal pm Stefano Aresu, che martedì 23 aprile verrà affidata a Elisa Vermiglio dell’Istituto di Medicina legale di Verona, la quale lo stesso giorno potrebbe già eseguirla. Sabato scorso il riconoscimento del corpo da parte dei familiari, il compagno Alin Rus, padre della loro bambina. I parenti di Natasha accusano l'uomo della morte di Natasha, specie dopo che è stata allontanata dall'appartamento che condividevano a Porto. I carabinieri indagano sulla cerchia familiare, sulle denunce nei confronti del compagno, poi ritirate, e sui referti medici che la madre di Natasha è in possesso.

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