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L'appello per salvare l'ospedale

Appello a Corazzari e Zaia: “Non deludete la nostra fiducia, mantenete le promesse fatte”

L'appello per salvare l'ospedale

Appello a Corazzari e Zaia: “Non deludete la nostra fiducia, mantenete le promesse fatte”

Abbiamo fiducia nell’assessore Corazzari, abbiamo fiducia nel presidente Zaia: non deludete la nostra fiducia, fate questa scelta politica che il territorio si attende da voi, buon lavoro e saremo ben contenti di festeggiare qui insieme le scelte politiche che sicuramente saranno positive”.

Sono le parole conclusive dell’ultimo accorato appello a difesa dell’ospedale del sindaco Omar Barbierato, in diretta Facebook ieri mattina da piazza Groto. Il primo cittadino civico si è tolto la fascia tricolore rivestendo i panni del movimentista da gazebo, partecipando alla diretta social organizzata dal resto della compagnia civica. Alcuni cittadini si sono fermati per lanciare il proprio appello a difesa dell’ospedale: il video dura due ore e otto minuti, è disponibile nel profilo Comune di Adria. Altri, invece, hanno preferito scrivere un post su un grande striscione. Ma al di là delle buone intenzioni che hanno animato l’assessore Sandra Moda, ideatrice dell’iniziativa, la compagnia civica dimostra di essere isolata dal resto delle altre forze politiche e sociali. Anzi si ha la netta sensazione che l’iniziativa di ieri, volutamente o meno si capirà più meglio nel prossimo futuro, abbia avuto come secondo fine quello di evidenziare il distacco dei civici dalle altre forze politiche. L’ultimo a intervenire, dunque, è stato Barbierato con un esordio bizzarro: “La palla è vostra, politici!” come se il sindaco della seconda città della provincia non fosse un politico. E rivolto a Corazzari: “Cristiano, ci conosciamo, ci messaggiamo e ci parliamo, c’è un problema grosso: quando in giunta avete adottato le schede ospedaliere, avete fatto ad Adria i tagli più importanti di tutta la regione, ora c’è l’ipotesi che sia restituito qualcosa, nell’area chirurgica, nei posti letto, ma non si può agire in questo modo, togliere dieci e poi ridare due o tre, questa è una scelta politica, una scelta vostra, per questo mi rivolgo al mio assessore regionale, lui ha il compito, l’onere e l’onore, di difendere questo territorio, Cristiano noi ci affidiamo a te”.

E ancora: “Se in un primo momento avete fatto un errore, voglio pensare che sia stato un errore politico quello di adottare una scelta punitiva senza spiegazione per questo territorio, perché il presidente Zaia nel 2016 e 2018 qui ad Adria ha promesso che l’ospedale non solo sarebbe rimasto perché è chiaro che l’ospedale rimarrà, ma deve rimanere con le sue funzioni, di ospedale spoke (ripetuto tre volte, ndr) con tutti i servizi che ci sono sul territorio”.

“Il nostro territorio è lunghissimo - ricorda Barbierato - i nostri anziani spesso abitano da soli, non hanno mezzi di trasporto per raggiungere gli ospedali, che siano pubblici o privati”.

A questo punto fa sapere che “il Polesine si sta svuotando e non è detto che le persone che vanno via da qui restino in Veneto”. Barbierato non vede un derby tra pubblico e privato e afferma: “Se la gente va via non va neanche nelle strutture private che stanno investendo: a noi sta bene che un privato investa, non c’è niente di male, lo prevede la Costituzione, però se voi con le vostre scelte politiche, perché non sono scelte sanitarie, sono scelte politiche, non decidete di investire in questo territorio lasciando l’ospedale con tutte le funzioni che ha oggi, voi avete la responsabilità e lo sapete bene di svuotare ulteriormente il Polesine così andrete a colpire anche chi sta investendo nel privato”.

Allora ricorda anche gli altri territori prima declassati, hanno successivamente recuperato molto grazie all’impegno dei propri rappresentanti consiglieri e assessori regionali. Pertanto il sindaco rimarca che “l’ospedale adriese serve un bacino di utenza di almeno 140mila abitanti, per avere lo spoke ne servono 150mila, quindi considerate le specificità del territorio non ci sono motivi perché questo riconoscimento venga tolto”. E si arriva all’appello finale a Corazzari e Zaia: “Confidiamo in voi”.

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