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SANITA'

"Stanno uccidendo il San Luca". L'Alto Polesine si ribella

Il Partito democratico di Trecenta lancia la sfida: un presidio per protestare contro le schede ospedaliere

Dottoressa aggredita nell'ospedale di Trecenta

L'ospedale San Luca di Trecenta

"Il Partito Democratico di Trecenta, dopo avere approvato all'unanimità, in consiglio comunale, un documento che fotografa di quale sanità di base abbisogni l'Altopolesine, documento che sostanzialmente è stato fatto proprio dalla conferenza dei sindaci del Polesine e che è stato poi presentato e spiegato in Quinta commissione sanità regionale, denuncia che le nuove schede ospedaliere, licenziate definitivamente dalla quinta commissione della Regione del Veneto tolgono di fatto al San Luca di Trecenta il ruolo di ospedale per acuti".

Lo dice Gilberto Bianchini, esponente dell'opposizione in consiglio comunale a Trecenta, ma che in questo caso vuole lanciare un messaggio che vada al di là degli schieramenti politici del Paese, mirando piuttosto a cercare di difendere i servizi sanitari in tutto il bacino dell'Altopolesine.

"Pur con il contentino del mantenimento di quattro posti letto di Terapia intensiva - accusa Bianchini - se gli stessi non sono abbinati alla nomina di un primario di Chirurgia e conseguentemente al funzionamento del settore chirurgico con tutti i vari laboratori ad esso collegati, si toglie al San Luca la sua funzione originaria di ospedale per acuti e, quindi, si toglie a tutto l'Altopolesine la cosiddetta sanità di base"

"Prima che la giunta regionale - chiude Bianchini - approvi definitivamente le schede ospedaliere uscite dalla quinta commissione sanità regionale invitiamo il sindaco e i cittadini di Trecenta unitamente ai sindaci e ai cittadini dei Comuni dell'Altopolesine a mobilitarsi per organizzare nei prossimi giorni un costante, fermo e partecipato presidio dell'ospedale San Luca. Di fronte a questo grave stato di cose le cui responsabilità sono del presidente Zaia e della Lega regionale, i leghisti trecentani, partendo dal capo politico Giuliano Avanzi e dai rappresentanti in consiglio comunale Roberta Franco e Simone Bisaglia, dovrebbero dimostrare un sussulto di sano orgoglio trecentano e prendere ufficialmente posizione contro la nefasta scelta che sta per compiere la giunta regionale nell'approvare le schede ospedaliere".

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