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Mardimago

Il candidato snobbato dal comitato

Vedovetto: “Non è un interlocutore. Da assessore diceva che via dei Mille non era una priorità”

Il candidato snobbato dal comitato

Vengo anch’io. No tu no”. La celebre canzone di Jannacci questa volta l’hanno intonata i componenti del comitato civico ViviMardimago che mercoledì sera non hanno invitato il candidato sindaco Gianni Saccardin al confronto pubblico con tutti gli aspiranti primo cittadino di Rovigo. C’erano quasi tutti nella sala delle vecchie scuole della frazione rodigina. Marco Venuto assente per motivi personali, ma Saccardin lasciato fuori dalla porta volutamente, come commenta Marco Vedovetto, del comitato. “L’assemblea del nostro gruppo - spiega - ha deciso di non invitate Saccardin non ritenendolo un interlocutore credibile. I motivi? Quando era assessore ai Lavori pubblici ha dichiarato che la situazione di Mardimago e della strada di via Dei Mille non era una priorità”. E così chi aveva snobbato la frazione, questo l’assioma del comitato, meritava di essere snobbato dai cittadini di Mardimago. La scelta, ritenuta poco elegante e con davvero poco fair play è stata contestata da qualcuno in sala e anche dai componenti della lista civica Presenza Cristiana, che sostiene Saccardin. Silvano Mella e Alba Rosito, infatti hanno dichiarato che Saccardin, da assessore si era molto impegnato per potenziare, fra le altre cose, sicurezza stradale e illuminazione.

All’assemblea di Mardimago, molto partecipata, anche se qualche residente si è lamentato che troppi posti nella sala erano stati occupati dai candidati delle varie liste, il comitato civico ha anche chiesto agli aspiranti sindaco di sottoscrivere un programma di interventi a Mardimago: dalla sistemazione delle vie Dei Mille e Calatafimi, Volturno, alla bonifica nell’area fluff. L’unico candidato sindaco che non ha firmato è stato Ezio Conchi che in cambio aveva chiesto ai componenti del comitato di firmare il suo programma elettorale.

Infine continua la polemica fra Edoardo Gaffeo, candidato del centrosinistra e Silvia Menon. Gaffeo infatti ribadisce la sfida a Monica Gambardella, candidato del centrodestra, per un faccia a faccia su sviluppo e crescita. Una proposta che la Menon attacca con decisione: “Il Partito Democratico offende l’autonomia di giudizio degli elettori. La proposta del faccia a faccia di Gaffeo alla Gambardella è la dimostrazione dell’arroganza. Tra 10 giorni sanno i cittadini di Rovigo a scegliere chi andrà al ballottaggio. Invitare la candidata della Lega ad un confronto pubblico a due senza considerare che i candidati sindaco sono 7 vuol dire ergersi su di un piedistallo. Un avversario leale non si comporta in questo modo”.

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