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Cavarzere

Liti con i vicini, l’incubo dura da sedici anni

“Nel 2018 ho preso uno schiaffo in faccia. Sono stanco, ho avvertito anche i carabinieri”.

Liti con i vicini, l’incubo dura da sedici anni

Anche a Cavarzere non mancano le storie di aggressione quotidiana, che purtroppo fanno male al paese e delineano una situazione di degrado, soprattutto nelle zone lontane dal centro. Infatti nel pomeriggio di venerdì scorso, in località Passetto, si è consumata una vera e propria aggressione ai danni di un uomo, che vive vicino a una famiglia di etnia rom. Scontri fisici e verbali, una situazione che si ripete da tempo. “Sono sedici anni che andiamo avanti così - spiega il signore - inizialmente ho cercato di andare d’accordo con questa famiglia, magari scambiando quattro chiacchiere, ma con il passare del tempo sono stati loro a cambiare atteggiamento nei miei confronti e a essere sempre più aggressivi”.

Il cavarzerano rivela ulteriori dettagli: “Lo scorso anno ho ricevuto uno schiaffo dal figlio minore dei miei vicini di casa. Questa volta è stato peggio. Io lavoro di notte, mi ero svegliato in fretta e furia, a mezzogiorno, per andare a prendere delle impegnative dal mio medico di base. Uscito di casa, ho visto il furgoncino parcheggiato davanti al mio garage, non mi permetteva di uscire con l’automobile”. Il signore prosegue: “A questo punto, ho chiesto gentilmente al proprietario del mezzo di poterlo d’intervenire e lui lo ha spostato, così sono potuto uscire dal garage con la mia auto”.

Ma poi arrivano i problemi: “Nel frattempo stavano assistendo alla scena i due figli e il padre di questa famiglia di etnia rom, che già dal momento in cui ho chiesto di spostare il furgoncino hanno iniziato a offendermi e minacciarmi”. Il cavarzerano subisce una vera e propria aggressione: “Mentre stavo per chiudere il garage, il figlio più grande mi si è avvicinato con fare minaccioso e ha cominciato ad insultarmi. Ho fatto finta di non sentirlo, stavo andando verso l’automobile, volevo andarmene. Ma sono stato colpito con forza alla gamba destra e alla schiena. Quando sono riuscito a rientrare in casa, ho chiamato i carabinieri, i quali sono arrivati per calmare la situazione. Poi è arrivata anche l’ambulanza, che mi ha portato all’ospedale di Chioggia per ulteriori accertamenti”.

L’uomo è amareggiato: “E’ una situazione assurda e anche il comune dovrebbe prendere dei provvedimenti. Dopo l’ultima aggressione abbiamo toccato il fondo, non posso più vivere nella paura”. Il cavarzerano si rivolge all’amministrazione comunale: “Ho preso appuntamento con Henri Tommasi, spero che il sindaco riesca a darmi una mano”.

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