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Maddalena, cosa ci farà il nuovo sindaco?

E’ la priorità di tutti tranne che dei grillini: “Soldi pubblici per un immobile privato? No grazie”

Maddalena, cosa ci farà il nuovo sindaco?

Comunque vada a finire l’ex ospedale Maddalena è una dimostrazione di fallimento per l’amministrazione Bergamin, che davanti a quello stabile ci fece campagna elettorale, ancora nel 2015 e che poi non è riuscita a portare a termine nei tempi corretti il progetto di riqualificazione dello stabile simbolo del degrado in Commenda. Condannando, di fatto, Rovigo ad essere ancora in attesa di sapere se quei 13 milioni e mezzo di euro arriveranno ancora o no.

“Sicuramente bisogna andare avanti. Non si può lasciare lì un immobile abbandonato che mina la sicurezza del quartiere - commenta la candidata sindaco civica Silvia Menon - Ma, come la scorsa amministrazione ha proposto una modifica, sarà possibile proporne un’altra tenendo presente però tutte le variabili che ci sono in gioco nella questione della città futura: i vuoti urbani, gli altri immobili ministeriali da riqualificare. Sicuramente l’immobile va sistemato ma sul contenuto serve un discorso più ampio che tenga in considerazione anche gli altri vuoti in città”. Il candidato sindaco delle civiche Cambia Rovigo e Rovigo Futura, Ezio Conchi, ha invece le idee chiare su cosa mettere all’interno del Maddalena. “Viste le dimensioni si impone una destinazione polifunzionale. Può essere destinato ad edificio scolastico e universitario. Era già stata valutata l’idea di traferire la scuola Bonifacio al Maddalena, in tal modo si sarebbe liberata un’ampia area. Può ospitare anche il comando dei vigili e la protezione civile, allo stato attuale, si trovano in locali inidonei. Lo stesso dicasi per i servizi sociali”. Simile il parere anche del candidato di Presenza Cristiana, Antonio Saccardin: “Con la rimodulazione il progetto di recupero non è più a cinque piani ma in ogni caso potrebbero trovare spazio molti uffici comunali a cominciare dalla polizia locale senza dimenticare l’archivio o quanti come i servizi sociali sono attualmente in affitto. Con il Maddalena comunque arriverebbero in dote 3 milioni di strade nel quartiere ma soprattutto la metà del parco retrostante. Resto scettico riguardo l’ipotesi di spostare qui il tribunale: rispetto al Censer cambierebbe poco o nulla, in entrambi i casi si consegnerebbe al centro storico l’ennesimo vuoto”.

Per il candidato di Casapound, Marco Venuto, “Il Maddalena deve essere l’esempio della rinascita della città. Mi piacerebbe portare lì i servizi sociali e farne una cittadella del sociale. E in un’ala un circolo ricreativo per i giovani rodigini in età scolare dove, oltre al doposcuola, grazie a una rete di operatori e di volontari qualificati (insegnanti e allenatori) dare corso alle proprie aspirazioni, con laboratori di musica, teatro, arte, sport”. Per la candidata del centrodestra, Monica Gambardella, l’ex ospedale è ancora tra le necessità più urgenti della città che “ha bisogno di colmare gli spazi vuoti. Se i finanziamenti del bando periferie andranno a buon fine all’ex Maddalena proponiamo un polo sportivo d’eccellenza per grandi manifestazioni e la sede del comando della polizia municipale”.

Prende tempo il candidato sindaco del centrosinistra Edoardo Gaffeo: “Il nodo del Maddalena, simbolo del fallimento dell'amministrazione Bergamin, va risolto. Prima però bisogna avere la certezza che il finanziamento statale arrivi e conoscere i tempi di erogazione. Recuperare questo spazio è fondamentale per la rinascita della Commenda e la cubatura è tale da lasciar ipotizzare infinite possibilità, compresa quella del Tribunale, ma prima di fare promesse bisogna seriamente valutarne la fattibilità e per farlo bisogna innanzitutto confrontarsi col Governo”.

Completamente contrari alla sistemazione del Maddalena con fondi pubblici sono i Cinque Stelle, con Mattia Maniezzo: "Per quale motivo il Comune dovrebbe comprare fabbricati di proprietà di privati e spendere enormi cifre per ristrutturarli, con l’incertezza poi di utilizzarli in modo congruo? Quando poi vi sono numerosi altri fabbricati pubblici che sarebbero degni di maggiore attenzione. Il Comune si deve invece impegnare per il recupero e la sistemazione dell’area pubblica circostante, responsabilizzando i proprietari dell’immobile alla cura e manutenzione dell’area di loro proprietà, sia per questioni di igiene pubblica che di sicurezza. E se i 13 milioni fossero erogati li destineremo a tutto ciò che necessita di sistemazione e riqualificazione: per esempio ex vigili, ex liceo, il mercato coperto e sicuramente interventi nelle frazioni”.

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