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IL GIALLO

Orrore dentro la legnaia oggi l’autopsia sui corpi

Servirà l’autopsia, per gettare piena luce su un caso che ha sconvolto tutto il Veneto

Orrore dentro la legnaia oggi l’autopsia sui corpi

Servirà l’autopsia, per gettare piena luce su un caso che ha sconvolto tutto il Veneto. L’accertamento medico legale, disposto dalla Procura di Rovigo, avrà inizio nella mattinata di oggi, in ospedale a Rovigo, con all’opera il consulente Luca Massaro, nominato dal pubblico ministero Francesco D’Abrosca.

Al centro di tutto, il caso di Nerina e Italo Baratella, i due anziani – fratello e sorella - trovati morti in una legnaia di via Argine Superiore a Sant’Urbano. Entrambi sarebbero morti a 87 anni, la prima lo scorso dicembre e il fratello più di tre anni fa. Il figlio di Nerina, e quindi nipote di Italo, avrebbe occultato i loro cadaveri per poter incassare la pensione dei due.

Un disegno che, però, dopo avere retto a lungo, secondo le contestazioni, sarebbe stato scoperto dai carabinieri. Per questo Federico Bernardinello, 54 anni di Sant’Urbano, è stato denunciato per i reati di occultamento di cadavere e truffa aggravata. Attualmente è ricoverato nel reparto di Psichiatria a Monselice.

La tremenda scoperta risale allo scorso 15 maggio, quando i carabinieri della Compagnia di Este hanno realizzato lo sconvolgente ritrovamento, nella legnaia dell’abitazione di Sant’Urbano.

Gli accertamenti medico legali non si preannunciano per nulla semplice, soprattutto per quanto riguarda la salma di Italo che oggi è ridotta a scheletro. Si punta soprattutto su una serie di radiografie, per capire la causa della morte. Al momento, nulla di quanto emerso nel corso degli accertamenti fa pensare a una morte violenta, ma è necessario che ogni possibile dubbio venga escluso.

Allo stesso modo, si dovrà procedere a esami tossicologici, per capire se nel provocare la morte possano avere avuto parte in causa sostanze tossiche o veleni. Anche in questo caso le condizioni dei corpi, abbandonati dalla vita ormai da tempo, di certo non faciliteranno questi approfondimenti disposti dalla Procura. Infine, non appare da escludere, sempre per questi motivi, che, per arrivare a una identificazione delle due salme, possa essere necessario procedere all’esame del Dna.

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