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“Fuori gli attributi per la Zes”

Il presidente Marinese: “Il Movimento 5 Stelle sta frenando, cosa dicono i suoi politici?”

“Fuori gli attributi per la Zes”

E’ ora di tirare fuori gli attributi. Chi è convinto della necessità della Zes a Marghera e in Polesine deve dimostrarlo con i fatti, e quindi dire se davvero è disposto ad impegnarsi per questo obiettivo”. Il presidente di Confindustria Vincenzo Marinese non le manda a dire, e chiama allo scoperto politici e amministratori del territorio, soprattutto del Movimento 5 stelle e della Lega, i due partiti del governo che sta prendendo tempo per l’istituzione di una Zona economica speciale in provincia di Rovigo (16 Comuni interessati) e nell’area di Marghera.

Sul sito di Confindustria Venezia-Rovigo da qualche settimana è partito addirittura un conto alla rovescia che indica quanti giorni mancano per la data limite del riconoscimento della Zes. Ieri il contatore diceva che “mancano 221 giorni, 8 ore 19 minuti e 2 secondi (alle 16.41) per il riconoscimento della Zes”. Un modo per ricordare che il tempo sta scadendo, un monito rivolto a tutti perché quest’occasione per il territorio è come certi treni, che passano solo una volta.

Il count down è rivolto soprattutto a quei politici che a parole si sono detti tutti favorevoli alla creazione di una Zes, ma che ora devono dimostrare con i fatti di credere davvero in questa forma di rilancio del territorio, rilancio per il sistema produttivo, occupazionale e per lo sviluppo in generale.

Marinese non ha freni quando dice: “Il vero problema arriva dal ministro per il Sud (che ha la delega alla Zes), che frena per l’istituzione delle zone speciali al nord (è interessato solo il Veneto). Qualche giorno fa ho scritto anche una lettera al ministro Lezzi, sostenendo la necessità di non aspettare ancora. Non ho avuto risposte”. Il sospetto è che sia stato proprio il ministro Lezzi a stabilire lo stop per la Zes a Venezia e in Polesine. Marinese aggiunge che “martedì c’è una nuova riunione della commissione Attività produttive, con all’ordine del giorno la questione Zes. Sono pronto ad incatenarmi al ministero per fare in modo che questa opportunità non vada persa”.

Le stoccate di Confindustria sono indirizzate anche a quei politici che “vogliono far credere che è tutto a posto, e che le procedure per la Zes sono a buon punto. Non è affatto così perché c’è uno stallo che non capisco. Qualche settimana fa il ministro Lezzi aveva detto per le Zes non ci sarebbero stati problemi, poi ha bloccato i dossier relativi al Veneto. E allora io chiedo ai politici del Movimento 5 Stelle se si vogliono davvero impegnare in questa partita . Altrimenti che si prendano le loro responsabilità davanti alla cittadinanza, con coerenza e trasparenza, senza dire cose non vere o gettare fumo negli occhi”.

Ad essere chiamati in causa, in questo senso, sono proprio i politici del Movimento 5 Stelle, compreso il candidato sindaco di Rovigo Mattia Maniezzo. Qualche giorno fa infatti avevano dichiarato che per la Zes in Polesine era tutto a posto e che chi lanciava allarmismi era disinformato. Ora, invece, salta fuori, almeno secondo Confindustria, promotrice del piano industriale per la Zes, che quelle preoccupazioni sono più attuali che mai. E che a non essere al passo con l’evoluzione dell’argomento sono proprio i grillini, compresi i parlamentari, che almeno le cose romane dovrebbero conoscerle.

Da parte del Movimento 5 Stelle si prova a smorzare, evidenziando però poca chiarezza. Di pentastellati rodigini si fa sapere che da Roma “ci hanno informato che si tratta di situazioni da concordare a livello politico dopo il 26 maggio e che non vi è nulla di deciso. Che si chiami Zes o Zls, per il Movimento è fondamentale che vi sia credito d’imposta per le imprese che vogliono portare la propria azienda a Rovigo e Venezia. La questione verrà presa in carico dai parlamentari del Movimento”. Niente di più, quindi, che una generica dichiarazione di intenti. A dimostrazione che il gruppo grillino, forse non a Rovigo, ma di certo a Roma, il freno a mano l’ha proprio tirato.

Ed è anche per questo che Marinese lancia il suo appello: “Tiriamo fuori gli attributi per il bene del nostro territorio”.

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