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A Rovigo

Il voto dei 7, e il giallo delle brioches

Polemiche in un seggio per alcune pastine, piombano i carabinieri ma era la colazione degli scrutatori

Il voto dei 7, e il giallo delle brioches

Guardateli bene: uno di loro sarà sindaco. Sono i “fantastici sette” candidati che, domenica, si sono confrontati nel primo turno delle elezioni comunali rodigine. Domenica, alle 14, le urne verranno aperte, per lo spoglio dei voti che - con tutta probabilità - andrà avanti fino a sera inoltrata. Ma (testa a testa permettendo) già prima si potrà capire la tendenza, e iniziare ad intuire chi saranno i due che accederanno al ballottaggio, fissato per domenica 9 giugno. A contendersi la fascia tricolore saranno soltanto in due. Gli altri cinque potranno decidere (entro domenica prossima, 2 giugno) se “apparentarsi”, cioè formalizzare il proprio appoggio a uno dei due candidati, o restare neutrali.

Domenica, comunque, ai seggi è stata una giornata tranquilla. Nessun problema nelle 56 sezioni allestite nell’intero territorio comunale di Rovigo. O meglio un piccolo problema è stato creato da un equivoco, a base di pastine e brioches. Il qui pro quo polemico è andato in scena alle sette del mattino quando in un seggio della Commenda due rappresentanti di lista, pare della Lega, hanno contestato la presenza di alcune pastine sul banco degli scrutatori e presidente di seggio. “Non si può - hanno tuonato - qua c’è qualcuno che vuole tenersi buono questo seggio e che cerca di accreditarsi con dei regalini”. “Ma quali regali - hanno replicato i responsabili del seggio, è solo una piccola colazione”. Il battibecco è andato avanti per qualche minuto, con la tensione che è schizzata in alto, tanto che alla fine sono intervenuti i carabinieri per riportare la calma è chiarire l’accaduto. Ed è stato così accertato che le paste erano state portate nel seggio dal presidente, o qualcuno a lui vicino, per una colazione mattutina e per augurare buon lavoro con un po’ di dolci. Nessun tentativo di corruzione a cialda calda, quindi, ma una semplice cortesia. Poi le acque si sono calmate. Le elezioni di Rovigo sono anche questo.

Tra i sette candidati sindaco, il primo a recarsi alle urne, verso le 9.30 è stato il grillino Mattia Maniezzo, nel seggio di Sant’Apollinare. Ma tutti quanti hanno votato entro la mattinata: nessuno ha voluto “rischiare” di aspettare il pomeriggio o la serata. E allora, alle 11 è stata la volta di Marco Venuto, portacolori di CasaPound, che ha votato al seggio della scuola Pascoli di via del Tintoretto. Quaranta minuti più tardi ha votato anche Gianni Saccardin, di Presenza Cristiana, che ha votato a Granzette, dove risiede. Gli altri quattro - tra cui i tre “big” - si sono invece dati appuntamento per un mezzogiorno di fuoco, nei rispettivi seggi. Edoardo Gaffeo, candidato del centrosinistra, ha votato nel seggio di Concadirame; Monica Gambardella, candidata del centrodestra, ha votato nella sezione numero 19, alle scuole Bonifacio di via della Costituzione; e Silvia Menon alla scuola Pascoli di via Tintoretto, in Commenda; Ezio Conchi, invece, ha votato nel seggio di Boara.

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