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Porto Tolle

Diritti esclusivi, oggi la proroga

Appuntamento alle 11,30 in consiglio provinciale. Pizzoli: “Il Consorzio va salvaguardato”. L’ex assessore Zaghini: “Io avevo trovato l’escamotage”

Diritti esclusivi, oggi la proroga

Pizzoli: “Il Consorzio va salvaguardato”. L’ex assessore Zaghini: “Io avevo trovato l’escamotage”

Oggi è il giorno del confronto sui diritti esclusivi di pesca che rischiano di sconvolgere il mondo della molliscocultura tra il Po di Goro e il Po di Maistra.

Alle 11,30, infatti, a Palazzo Celio (Rovigo), il consiglio provinciale deciderà la proroga dell’attuale concessione, stipulata nel 1991, della concessione sui diritti esclusivi di pesca al Consorzio pescatori di Scardovari. Una proroga di sette mesi, fino alla fine dell’anno, che tuttavia non liberano dalla spada di Damocle del nuovo bando pubblico.

“Dobbiamo rispettare la norma - è la giustificazione di Ivan Dall’Ara - se ci fosse stata una possibilità di continuare con la concessione diretta l’avremmo fatto. Ma le osservazione del privato (l’Agenzia Delta Immobiliare, che vanta diritti sui terreni sommersi ndr). hanno, in un certo senso, rotto la coesione sociale e non potevamo non adeguarci alla norma. Siamo dispiaciuti, ma ci dobbiamo attenere ai fatti, qualunque consiglio provinciale l’avrebbe fatto. E cercheremo di predisporre un bando pienamente legale e che tenga conto di determinati requisiti”.

Il sindaco di Porto Tolle, che è consigliere provinciale e delegato alla Pesca, Roberto Pizzoli è agguerrito: “Stiamo facendo tutte le valutazioni del caso domani faremo il punto della situazione in Comune prima del consiglio provinciale. Per quanto mi riguarda, c’è una grande disponibilità a salvaguardare 1500 pescatori, più un indotto di circa 200 300 persone. L’agenzia immobiliare raggruppa al suo interno i terreni che erano sommersi. Hanno già perso il ricorso al Tar”.

In soccorso del Consorzio pescatori arriva anche Luigi Zanforlin, ex assessore provinciale alla Pesca, fautore della convenzione del 1991. “Avevamo affidato la concessione in via diretta e senza gara e potemmo farlo - racconta - perché la Provincia era entrata nel cda di Consorzio nominando un rappresentante del cda. In un certo senso era non più terzo, ma parte in causa”.

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