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Economia

Lite governo-Ue, perdono le imprese

La lettera di richiamo provocherà una stretta creditizia con pesanti ricadute.

Lite governo-Ue, perdono le imprese

Disagi e e difficoltà economiche per le imprese polesane dalla lettera di richiamo dalla Ue al governo italiano. Un provvedimento in grado di far salire lo spread, e di conseguenza, peggiorare l’accesso al credito per le aziende. Lo rileva Confapi Padova, che evidenzia anche come in Polesine le imprese hanno perso il 7,5%, tra il 2017 e il 2018 di impieghi bancari, passati da 4,8 miliardi di euro a 4,5 (meno 7,5%). Una “letterina” dall’Ue “che rischia di costare caro a 44mila imprese padovane e a 220mila imprese venete - dice Cnfapi - prospettive nefaste per le aziende che ricorrono al credito”.

Fabbrica Padova ha provato a fare chiarezza dopo la bocciatura del bilancio italiano: i 3,5 miliardi sottratti al budget nazionale sarebbero un problema secondario rispetto alle nuove strette creditizie, tanto più se si considera che nell’ultimo anno i prestiti alle piccole imprese sono già stati ridotti del 4,5%. Il presidente di Confapi Carlo Valerio: “Il governo, che sulla carta vuole difendere i più deboli, in realtà sta ulteriormente indebolendo proprio le fasce sociali più in difficoltà. La domanda può apparire provocatoria: pesa di più una multa da Bruxelles da 3,5 miliardi o il 34% di voti ottenuti alle elezioni Europee? La risposta tocca alla Lega di Matteo Salvini, di fronte a una Commissione Europea intenzionata a far valere le proprie ragioni sul debito eccessivo contratto dall’Italia. E, a quanto risulta, propensa ad una procedura d’infrazione del valore, appunto, di 3,5 miliardi verso l’Italia. Ma quali potrebbero essere le conseguenze per le aziende? Fabbrica Padova, centro studi di Confapi sottolinea che “le più colpite saranno le aziende che ricorrono al credito, oggi stimabili in circa 220mila in quello veneto. Le maggiori incognite riguardano soprattutto loro, e in particolare le aziende di piccole e medie dimensioni, che sono da tempo alle prese col perdurare di una situazione complicata. Stando ai dati di Bankitalia, l’andamento dei prestiti per classi dimensionali di impresa anche tra il 2017 e il 2018 ha continuato a essere in flessione per le imprese con meno di 20 addetti (-4,5% nel territorio padovano, -2,7% in quello veneto). Nel complesso, in questo arco temporale, gli impieghi totali si sono ridotti di 1,5 miliardi nel territorio padovano (da 26,2 miliardi a 24,7) e di 6,7 miliardi in quello veneto (da 148,4 a 141,7).

Le eventuali sanzioni all’Italia da parte della Commissione Ue costituirebbero un anzitutto perché sottrarrebbero circa 3,5 miliardi al budget di spesa dello Stato. Ma il conto più salato sarebbe quello indotto dall’inevitabile, ulteriore aumento dello spread. La multa arriverebbe infatti alla fine di un articolato processo fatto di raccomandazioni continue da parte della Commissione Ue e di continui dinieghi a ipotesi di compromesso da parte del governo italiano. Le sanzioni avrebbero così l’effetto di accentuare al massimo la tensione sui titoli di Stato, innescando una dannosissima stretta. La vendita di titoli di Stato spingerebbe di nuovo in su lo spread (perché, in Borsa, ordini di vendita massicci fanno paventare gravi perdite all’orizzonte e vengono considerati alla stregua di un aumento del rischio) che con tutta probabilità potrebbe sforare la soglia, oggi considerata limite, di 400 punti base. Gli effetti principali sarebbero due: da una parte il bilancio dello Stato verrebbe gravato di nuove enormi spese per interessi, dall’altra la perdita di valore dei titoli pubblici determinerebbe anche una diminuzione dei patrimoni delle banche che hanno titoli in portafoglio e che sarebbero così costrette a sottrarre risorse all’erogazione di credito.  Pdr l’economia polesana, quindi, si prevede un nuovo periodo di vacche magre.

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