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Le due polesane che donano sorrisi in ospedale

Anastasia Verrengia e Sara Bertarelli, due ragazze che da anni collaborano nelle attività promosse dall’onlus Dottor Clown Rovigo

Le due polesane che donano sorrisi in ospedale

Cosa può fare un semplice naso rosso? Veri e propri miracoli. Lo spiegano Anastasia Verrengia e Sara Bertarelli, due ragazze che da anni collaborano nelle attività promosse dall’onlus Dottor Clown Rovigo. Sara è di Lendinara, Anastasia di Badia: due amiche unite dall’intento di mettere in gioco se stesse in una forma di volontariato che incontra la fragilità delle emozioni altrui, imparando a donare un sorriso e ricevendone altri. L’organizzazione Dottor Clown è attiva nelle corsie degli ospedali di Rovigo e dintorni con una quarantina di volontari che, seguendo l’esempio del medico statunitense Hunter Patch Adams, donano sorrisi ai pazienti. “Scegliamo il clown come stato di coscienza - racconta Sara (in corsia attiva col nome di dottoressa Papillon) - per entrare in relazione con persone in difficoltà e siamo state appositamente formate per operare nel settore sociosanitario, attraverso tecniche derivate dalla prestidigitazione e dal teatro. Un sorriso costa meno dell’energia elettrica ma regala più luce”.

Negli ospedali ma anche nelle scuole dell’infanzia e nelle case di riposo: “Ci interfacciamo - spiega Anastasia (in corsia nota col nome di dottoressa Nuvoletta) - principalmente con bambini ed anziani. Nelle loro stanze usiamo pupazzi che parlano, biberon giganti, fischietti e trombette, bolle di sapone, palloncini dalle mille forme, libri magici. Leggiamo e interpretiamo fiabe per coinvolgere genitori ed eventuali ospiti. Il tutto nel pieno rispetto della volontà dei presenti”.

I clown di corsia dell’associazione Dottor Clown, da anni, cercano di trasmettere positività e la partecipazione è aperta a chiunque voglia far qualcosa per gli altri. E’ possibile entrare in contatto con l’associazione inviando un messaggio alla pagina “Dottor Clown Rovigo Onlus”, attiva su Facebook. “Non sono richieste abilità particolari ma - precisa Anastasia - risulta fondamentale la voglia di mettersi alla prova, nella consapevolezza, insegnataci da Chaplin, che un giorno senza un sorriso è un giorno perso”.

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