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Il caso

"No alle telecamere negli asili"

Secondo la consigliere regionale polesana, Patrizia Bartelle, non è questa la soluzione giusta

Maltrattamenti all'asilo: 5 famiglie si costituiscono parte civile

31/05/2019 - 19:23

Prima di essere un caso nazionale, la questione del  ‘grande fratello’ negli asili è stata affrontata in Veneto come di progetto di legge da  trasmettere al Parlamento, il numero 20. “Nella relazione di minoranza al progetto di legge n. 20 -  precisa la consigliera regionale Patrizia Bartelle di Italia in Comune - ho sempre sostenuto come questo non sia il modo corretto di affrontare il problema e che, piuttosto, sia necessario investire in formazione. Ad esempio seguendo le indicazioni fornite da Save the Children che propone l’adozione di un codice di condotta specifico e vincolante per ogni adulto a contatto con i minori e organizzando gli ambienti educativi al fine di impedire situazioni di isolamento degli stessi operatori”.

“Introdurre le telecamere, inoltre, può essere controproducente anche dal punto di vista delle indagini giudiziarie: un malintenzionato che sa di essere videosorvegliato è in grado di adottare comportamenti adattivi ed elusivi, mentre invece l’utilizzo delle telecamere da parte delle forze dell’ordine, predisposta in segreto nell’ambito di un’indagine, sfrutta l’effetto sorpresa e per questo è più efficace”. Il Consigliere regionale  Piero Ruzzante, dal canto suo, ha presentato un ordine del giorno - approvato dal Consiglio Regionale Veneto - che impegna la Giunta regionale ‘ad attivare e sostenere, in funzione di prevenzione e per quanto di propria competenza, tutte le azioni che consentano di intervenire sulle caratteristiche strutturali e di gestione dei servizi e, con particolare riferimento agli asili nido, a vigilare e verificare la sussistenza di un adeguato e corretto rapporto numerico educatori/bambini’”.

“Per questo - concludono Bartelle e Ruzzante - ci siamo astenuti sulla proposta di legge statale in materia di videosorveglianza negli asili nido, nelle case di riposo e nelle strutture per disabili: il provvedimento centra un problema, quello degli abusi su persone che non si possono difendere, ma non inquadra la soluzione. Manca completamente un’ottica preventiva e la Lega non fa altro  che confermare il suo approccio ideologico puntando sulla repressione”

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commenti 1
  • adriano tolomio

    01 Giugno 2019 - 20:08

    Voi siete sempre contro, anche se la Lega dicesse il contrario, allora voi vorreste le telecamere, sveglia!

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