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Intervista esclusiva alla Voce

Matteo Salvini: "Sull'autonomia non si scherza"

Il leader della Lega intervistato dalla Voce: "E' una richiesta chiara, sancita da un referendum, che rappresenta la volontà di milioni di cittadini".

Cristiano Corazzari & Matteo Salvini Adria 5

Cristiano Corazzari & Matteo Salvini Adria 5

Un secondo stralcio dell'intervista concessa in esclusiva da Matteo Salvini alla Voce di Rovigo. Il leader della Lega parla di autonomia del Veneto, e si dice sicuro che l'obiettivo verrà raggiunto in tempi brevi.

Autonomia del Veneto: la questione è sul tavolo da tempo. Quando si arriverà davvero a conferire alla Regione Veneto la piena competenza su tutte e 23 le materie richieste con forza dai veneti con un referendum vinto a stragrande maggioranza?
“Sull’autonomia non si scherza. L’ho detto agli amici del Movimento Cinque Stelle che in Veneto come in Lombardia hanno condiviso questa battaglia, così come ai loro vertici a Roma. L’autonomia non è solo una storica battaglia della Lega, è soprattutto una richiesta chiara, sancita da un referendum, che rappresenta la volontà di milioni di cittadini. Dare forza e potere ai territori, responsabilizzando sindaci e governatori che devono avere gli strumenti per risolvere i problemi concreti che ogni giorno affollano le loro agende. Tutto ciò, senza che lo Stato spenda o perda un euro, al contrario è probabile che ci sarà un risparmio di risorse, come spesso accade quando si avvicinano i centri di spesa alla realtà su cui devono incidere”.
Al Nord pare quasi che si sia aperta una “questione Settentrionale”. Le imprese - ma non solo - lamentano i troppi “no” a investimenti e grandi opere, fondamentali per lo sviluppo, che arrivano in particolare dalla componente Cinque Stelle del governo, che sembra invece sempre avere un occhio di riguardo solo per le istanze delle regioni del Sud. E’ solo una sensazione o c’è qualcosa di concreto?
“Io non credo sia un problema solo del Nord, sa? Certo il Nord ha da sempre una grande fame di infrastrutture per tenere competitiva la sua economia, ma anche al centro e al sud io ogni giorno incontro decine di persone che chiedono solo di poter lavorare, di poter fare, di pagare meno tasse per produrre un qualcosa in più, per assumere una persona in più. L’Italia riparte da qui. Riparte dal lavoro, dal superamento della cultura del sospetto e della paranoia fiscale, per ridare dignità e futuro a tutti i cittadini. Questo è l’impegno che ho preso con gli italiani, tanto più dopo il voto del 26 maggio scorso”.

L'intervista completa sulla Voce in edicola

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