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IL CASO

22enne minaccia e abusa 12enne

Non sarebbe la sua unica vittima. Numerosi i fatti contestati nel Delta. Udienza a porte chiuse

22enne minaccia e abusa 12enne

06/06/2019 - 20:21

Aveva 22 anni quando, dopo averla invitata a casa sua, nel Delta Ferrarese, avrebbe fatto sesso con una bambina di 12 anni e mezzo. Un rapporto sessuale completo che, secondo la ricostruzione dell’accusa, alla luce dell’età della ragazzina, inferiore anche ai 14 anni, costituisce per forza di cose una violenza sessuale.

Era l’inizio del 2012. Ma non sarebbe finita qui. Quello stesso giorno, infatti, il giovane avrebbe indotto la 12enne a fare foto in atteggiamenti intimi. Scatti che sarebbero poi stati utilizzati come arma di ricatto, per forzarla ad ulteriori rapporti sessuali completi. Uno consumato nella zona di Ariano Polesine, nell’auto del maggiorenne, l’altro a Mesola, su una panchina. Sempre nelle prime settimane dell’anno 2012.

L’anno precedente, poi, il giovane, a Corbola, avrebbe abusato una 12enne, afferrandola con violenza, palpeggiandola, strappandole la camicetta e costringendola a subire toccamenti.

Tra 2008 e 2009, invece, in Polesine, avrebbe costretto una 14enne a fare sesso con lui, minacciandola che, in caso di rifiuto, avrebbe fatto circolare voci sulla sua sfera sessuale. Con lo stesso metodo, la minaccia e il ricatto, poi, si sarebbe fatto inviare foto della ragazzina nuda.

A fine 2009, a Corbola, se la sarebbe presa con una 14enne. Prima le avrebbe offerto un passaggio, portandola però, invece che a destinazione, sull’argine, dove la avrebbe palpeggiata. Pochi giorni dopo, la avrebbe ricattata per farsi inviare, anche in questo caso, foto compromettenti. Se non lo avesse fatto, secondo questa ricostruzione, avrebbe messo in giro la voce che era stata lei, in auto, a tentare un approccio sessuale.

Altri palpeggiamenti, 2007 e 2008, sarebbero stati perpetrati su una 12enne.

Questi i fatti per i quali si trova a processo l’imputato, oggi di 29 anni, difeso dall’avvocato Sandra Passadore di Adria. Due le presunte vittime che si sono costituite parte civile. Ieri mattina, nel corso di una delicata udienza a porte chiuse, è stata ascoltata l’ultima delle ragazze individuate come parte offesa. Alla prossima udienza, probabile la sentenza.

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